klaudiacall_band2Etichetta: Autoproduzione
Tracce: 12 – Durata: 34:07
Genere: Pop Rock
Sito: Facebook 
Voto: 7/10

Orgogliosamente dediti a un pop-rock dalle tinte grasse, capace di mescolare la melodia nostrana con il ruggito dei distorsori, i brindisini The Klaudia Call esordiscono con una dozzina di canzoni brillanti e ben piantate che sanno cogliere nel segno la verve primordiale del pop chitarristico delle grandi firme.
Le passioni dichiarate vanno da Lucio Dalla ai Pavement, da Lucio Battisti ai Nirvana con una naturalezza che spiazza, cogliendo da ognuna delle ispirazioni tratti distintivi davvero azzeccati.

Le combinazioni strofa-ritornello, abbinate a un suono crudo (talvolta registrato in diretta, con pochi mezzi e una grana grossa), sono apparentemente il marchio di fabbrica di una band che coraggiosamente sceglie un linguaggio un tantino fuori moda e, proprio per questo, stupendamente in parte.
Totalmente autoprodotti e autogestiti, The Klaudia Call hanno saputo raccogliere un po’ di frutti solo nelle vicinanze di casa, nonostante le qualità siano delle più promettenti per concedere loro un posto d’onore nei cartelloni più illustri del nostro Paese.
Dare un ascolto alle loro canzoni e provare a immaginarle arricchite da una sontuosa produzione ci fa presupporre la prerogativa per renderli degli autentici idoli giovanili. La scelta di restare puri a difendere una libertà stilistica, che riesce a rimanere integra nonostante gli evidenti riferimenti, è sicuramente un punto di forza.
Qualche ingenuità lirica e certi piccoli eccessi negli arrangiamenti non guastano e servono a mettere in scena qualcosa che ha il sapore dei tempi andati, quando le formazioni power-trio sapevano guidare le emozioni di una ribellione onestamente di provincia, tipico motore ruggente che muove il sacro carro del rock’n’roll.

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