ghali2Etichetta: Sto Records / Resurrection Records
Tracce: 12 – Durata: 38:46
Genere: Trap
Sito: YouTube 
Voto: 8/10

Parlare adesso di Album, il primo disco ufficiale di Ghali, è una scelta ben precisa. Voglio dire che parlarne, adesso che si è fatto l’estate in testa alle classifiche rendendo il suo autore l’ufficiale big thing della musica pop italiana, potrebbe sembrare inutile se non ci fosse ancora un certo pregiudizio nei confronti di un genere considerato adolescenziale (nella accezione negativa) come la trap. 
Ebbene, non sono qui a raccontarvi chi sia Ghali Amdouni; per quello basta cercare un po’ in rete. Sono qui piuttosto per cercare di spingere chi è vittima del suddetto detrimento a provare a dare una chance a un disco nel quale a fare la differenza sono proprio le canzoni che rappresentano la chiave di volta per mettere d’accordo tutti, da chi è effettivamente un adolescente affascinato dai ritmi elettronici dell’hip hop fino a coloro che, generalmente, non si sentono coinvolti dalle tematiche tipicamente espresse nelle liriche della trap. Perché Ghali, coadiuvato dalla produzione formidabile di Charlie Charles (Paolo Monachetti) è stato capace di realizzare una dozzina di pezzi dal respiro veramente internazionale in grado di essere messi in parallelo con le produzioni dei grandi maestri del genere (Da Kanye West a Miami Yacine passando dalle derive soul di Drake e delle sorelle Knowles). 

Poi, certo, le tematiche sono spesso legate al mondo giovanile (e quali dovrebbero essere le tematiche espresse da un venticinquenne?) ma c’è una preziosa capacità di mettere assieme le parole, usando concetti sempre estranei alle banalità da canzonetta di consumo e capaci di evocare Bob Marley ma anche Nelson Mandela e provando a mettere in fila concetti apparentemente abusati come l’uguaglianza, l’integrazione, la guerra e la critica sociale. Musicalmente c’è qualcosa di effettivamente moderno che abbina le sonorità della musica DIY con commistioni brillantemente legate alla world music, in particolare quella proveniente dai paesi nordafricani prendendo in causa la storia della sua famiglia originaria della Tunisia.
Tra le ispirazioni dichiarate da Ghali ci sono Michael Jackson, Stromae e Jovanotti e a volerle trovare vengono effettivamente tutte a galla. Come per ogni innovatore, però, nel suo disco esce in particolare la sua debordante personalità.
Non c’è, oggi in Italia, nessuno in grado di vantare un lavoro discografico altrettanto moderno, attuale, orecchiabile e profondo. Se siete riusciti a ignorarlo fino ad ora, soprattutto se ci siete riusciti appellandovi alla presunta distanza con i vostri gusti che snobbano qualsiasi cosa finisca nella top 5, forse è arrivato il momento di ricredervi e forse… non è ancora troppo tardi.

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