liam_pic2Etichetta: Warner
Tracce: 15 – Durata: 55:58
Genere: Pop Rock
Sito: liamgallagher.com 
Voto: 7/10

Liam Gallagher, dunque, esordisce come solista sebbene l’avesse fatto sotto le mentite spoglie dei “suoi” Beady Eye. Stavolta ci mette faccia, nome, cognome e firma, nel senso che le canzoni del suo As You Were sono tutte ascrivibili alla sua personalissima cifra la quale, sebbene, pilucchi a destra (Paul McCartney) e a manca (John Lennon), risulta splendidamente personale e inimitabile.
Più di quanto sia riuscito il (forse) più talentuoso fratello, Liam scrive un disco di deliziosa impronta, abbandonandosi senza troppe complicazioni alla sua passione per il pop rock inglese, la stessa che dimostrava in gioventù in seno alla ditta di famiglia e che adesso viene riproposta cogliendo nel segno anche per una certa dose di ironia nell’insistenza dell’autocitazione e dell’egocentrismo.
Perché Liam Gallagher è strafottente, tamarro, tracotante e sicuramente antipatico ma ha imparato, assieme al suo pubblico, che sono queste le caratteristiche che lo rendono un formidabile performer.
As You Were è un disco che non inventa nulla, dice cose alla maniera di Liam, talvolta sbilenche e poco a fuoco, altre volte limpide e talmente sincere da diventare commoventi.

Ci mette l’assolo “storto” di chitarra (Greedy Soul) e lo mette in bella copia, lasciandosi guidare da Greg Krustin (Adele, Pink, Sia, Foo Fighters e via poppeggiando), e poi non riesce a rinunciare alla classica ballata strappalingua (Bold) che sembra nata per diventare un classico istantaneo.
Ci sono i suoni sporchi per farci capire che gli piacciono anche i Kinks e i Rolling Stones (Come Back to Me), riesce a inserire una rima tra Helter Sketer e Gimme Shelter  (You Better Run) e chiama, oltre a Krustin, altri due curatori come Andrew Wyatt (già membro di The A.M. e autore per Mark Ronson, Anna Calvi, Florence + The Machine) e Dan Grech-Marguerat (Lana Del Rey, Scissor Sisters…) in grado di smussare le asperità e mandare il disco a combattere nella Loudness War cercando di tenere alta la bandiera un po’ sdrucita del rock’n’roll.
Insomma, nulla di trascendentale, ma sicuramente un disco molto gradevole che accontenterà i fan di Liam e (forse) metterà a tacere i suoi detrattori.

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