feverray200Etichetta: Mute
Tracce: 11 – Durata: 46:56
Genere: Elettronica
Sito: feverray.com 
Voto: 7/10

Dal momento che il primo disco firmato con lo pseudonimo Fever Ray è di ben otto anni fa, sono stati in molti a pensare che Karin Dreijer avesse rinunciato alla carriera solista. È dunque una sorpresa questo ritorno discografico, non tanto per gli anni che lo separano dal precedente quanto (soprattutto) per il netto cambio di direzione di questo nuovo capitolo. Plunge, in effetti, si inserisce in un filone elettronico, ricercato e interessante, che finirà per accontentare anche quei fan di The Knife che avevano espresso una certa delusione per l’eponimo esordio di Fever Ray del 2009.
Molto più a fuoco, in particolare nell’aspetto lirico, Plunge impegna Dreijer su condotte da dark lady, fatte di liberazione sessuale, politica e orgoglio femminile, scaturite dalla frequentazione con l’artista concettuale Hannah Black con cui ha instaurato una vera e propria collaborazione confluita nel manifesto di presentazione, significativamente intitolato Listen!.

Anche l’aspetto musicale e di arrangiamento rappresenta un buon passo in avanti, sebbene ci siano alcune asperità ancora da aggiustare, principalmente nell’uso della voce (che tende a sfrenatezze ingiustificate alla ricerca di un’artisticità -stile Bjork– di cui non ci sarebbe alcun bisogno) e, in seconda battuta, di una certa dispersione di efficacia che l’ingaggio di ben cinque produttori diversi ha, gioco forza, comportato.
Ma, come detto, l’album è una sincera opera di pop sperimentale che, addizionato dal messaggio socio-politico, diventa un progetto che, pur utilizzandoli, oltrepassa i limiti della musica di consumo prefiggendosene altri che, nel bene e nel male, hanno il potere di fare la differenza.

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