4tet_pic2Etichetta: Text
Tracce: 14 – Durata: 56:21
Genere: Elettronica
Sito: www.fourtet.net, Facebook 
Voto: 9/10

Distante due anni dalla doppia suite Morning/Evening, il nuovo album di Four Tet ha un titolo che più esplicito non si può: New Energy.
A cosa Kieran Hebden abbia attinto per ricevere questa (debordante) nuova energia si intuisce quasi all’istante mettendo a suonare il disco che, pur senza ricorrere alla parola, esprime un concetto chiaro e forte di integrazione, pace e uguaglianza.
Senza appellarsi direttamente alle strutture del folklore, l’album è policromatico e cosmopolita e si destreggia in maniera esemplare tra le infinite possibilità offerte dalle musiche del pianeta, pur senza ricorrere ai canoni della world-music e restando al contrario ancorato alla formazione minimal-techno che ha reso Four Tet uno dei nomi più prestigiosi della nuova scena elettronica.

La fusione, l’insieme, il mondo e il suo popolo sembrano essere i leitmotiv principali alla base del concept di New Energy; lo si intuisce dall’uso (sempre magistrale) di sonorità e campioni che evocano prima i paesaggi siderali dei poli terrestri e, subito dopo, i profumi delle spezie indiane richiamati alla mente dalle corde dei sitar capaci di transitare, con bislacca noncuranza, verso il Giappone rigoroso di Yasujirō Ozu coi suoi koto che sconfinano magicamente in tarantelle e pizziche destrutturate, in marziali danze nippo-kaut e in evidenti richiami alla club culture anni ’90. Un miscuglio eterogeneo di razze, stili, individui e panorami  diversificati che riesce nel compito difficile di evitare i facili stereotipi del caso, diventando qualcosa di moderno, affascinante, inedito ed… energico.

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