odiens_band200Etichetta: Costello’s Records
Tracce: 9 – Durata: 40:10
Genere: Pop Rock
Sito: Facebook 
Voto: 7/10

Quella degli Odiens è una compagine pop-rock un po’ fuori moda, di quelle che nascono per l’esigenza di esprimersi senza considerare l’eventualità di dover scegliere uno stile o un filone. Sono di Roma, suonano assieme dal 2011 e… lo fanno talmente bene da decidere di utilizzare questa virtù per raccontare storie, alcune inventate ma credibili altre vere e apparentemente surreali senza porsi mai limiti e quindi, di fatto, senza averne.
Il fatto stesso che Long Island Baby, il loro disco d’esordio si presenti graficamente come un vecchio disco da StereoVisore, la dice lunga sulla fascinazione per il passato. Ciò nonostante, le canzoni sono difficili da incasellare: passano in rassegna molti stili e molte declinazioni del pop-rock, soffermandosi spesso su ambientazioni vintage ricche di mobili in fòrmica, stanze sature di fragranze stucchevoli provenienti da incensieri orientali e sembrano accese da telecomandi futuristici per connessioni interstellari.

La voce impostata sui registri bassi di Flavio De Cinti è un segnale evidente della passione per certi crooner nostrani (Da Luigi Tenco a Mauro Ermanno Giovanardi) messa a dura prova (in senso buono) da una depurativa ironia nella scrittura delle liriche che diventano il veicolo più efficace per mettere in scena in modo originale una antologia di vicende intrecciate da umori, sentimenti ed empatie comuni a tutti noi. Musicalmente non sembra possibile immaginare questi quadretti incorniciati meglio di così. Arrangiamenti semplici ma efficaci, adornati da suoni puliti e infiocchettati da soluzioni orecchiabili, commoventi o sbarazzine a seconda della necessità. Un disco per certi versi classico che forse non scalerà le classifiche ma che sembra destinato a infilarsi nel cuore di molti di noi.

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