Etichetta: Sibilla Records
Tracce: 10 – Durata: 39:18
Genere: Post Rock
Sito: Facebook 
Voto: 7/10

Per inaugurare la collaborazione tra Scogli di Zinco e la Sibilla Records, viene pubblicato un album che raccoglie i due EP che la band ha pubblicato nei due anni precedenti con l’aggiunta di due inediti (Eremo e Nuovo Inizio) messi a chiusura delle due virtuali facciate dell’album.
I due brani nuovi sono in perfetta linea con il resto della produzione e l’uscita di questo CD si configura come il viatico perfetto per consentire alla band maceratese di spuntare qualche consenso in più.
Qui sotto ripropongo le recensioni dei due EP:

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scoglidizinco_affioranoEtichetta: Autoproduzione
Tracce: 4 – Durata: 12:51
Genere: Post Rock
Sito: Facebook 
Voto: 7/10

Esordio discografico per questa formazione (che si definisce “progetto”) proveniente da Macerata e che opera un interessante connubio tra la passione per il Rock acido e le sonorità suadenti dei fiati e degli ottoni.
Il risultato, per ora accessibile solo su quattro pezzi di questo EP, merita attenzione perché si tratta di qualcosa di curioso e peculiare che riesce a dare un taglio inedito a un genere piuttosto abusato.
Scogli di Zinco non si perdono in fronzoli, vanno dritti al sodo e condensano in quattro canzoni il succo di un percorso intelligente e ben congegnato.
Brani brevi (solo uno supera i tre minuti e mezzo) dimostrano che non c’è bisogno di strafare per esprimere un concetto o una linea artistica e lo sviluppo armonico e melodico di Affiorano veloci e lenti come i ricordi ha solo il piccolo difetto di finire troppo velocemente, sicuramente prima di quanto si vorrebbe.
Mentre attendiamo la prova su lunga durata, concediamoci questo assaggio prelibato, con quattro storie eteree, ben scritte e confezionate.

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scogli_meriggiEtichetta: Autoproduzione
Tracce: 4 – Durata: 19:00
Genere: Post Rock
Sito: Facebook 
Voto: 7/10

Secondo episodio sotto forma di EP per gli Scogli di Zinco che proseguono con efficacia sulla strada del precedente Affiorano veloci e lenti come i ricordi, portando alla luce sonorità molto intriganti capaci di rimanere in equilibrio tra l’attitudine (post) rock e la formazione classica.
Anche Dai meriggi ai fondali, così come il quadrifoglio precedente, propone quattro brani dalle sonorità acustiche, dalle tematiche poetiche e dalle ambientazioni bucoliche, elaborate come piccoli frammenti di un’opera più estesa e che talvolta sembra appellarsi alle costruzioni empiriche della scuola Rock in Opposition di Fred Frith e Chris Cutler dal quale traggono inequivocabilmente molte delle ispirazioni.
Come per il precedente, anche questo EP ha l’unico limite nella breve durata che, soprattutto per un genere così complesso, meriterebbe un minutaggio un po’ più ampio.

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