littell_pic2Etichetta: AR Recordings
Tracce: 10 – Durata: 40:33
Genere: Rock
Sito: guylittell.wordpress.com 
Voto: 7/10

Napoletano, 35 anni, Gaetano di Sarno si nasconde sotto le mentite spoglie di un certo Guy Littell che, se non ce lo dice nessuno, potrebbe essere scambiato per un americano over 60, fuoriuscito dalla prima formazione dei Buffalo Springfield.
One of Those Fine Days è un disco di folk-rock prodotto benissimo e suonato meglio che ha il grande “difetto” di configurarsi un po’ troppo evidentemente come il lavoro sincero e ispirato di un appassionato che anziché trovare una via autoctona al verbo del folk rock, si schiera dietro il lavoro di Neil Young, Dan Stuart, Steve Wynn, Johnny Cash e Eddie Vedder. Il punto è che questo “difetto” finisce per diventare qualcosa a cui è impossibile rinunciare: mentre il disco gira, ci si convince sempre più della sua sincerità, si fatica a credere che la musica che vi è incisa sia scritta e prodotta da un italiano. Eppure Littell è perfetto nel suo ruolo, è Neil Young sul palco di Woodstock coi suoi tre amici, è Chuck Prophet che cerca di emozionarci raccontando fiabe sgualcite e strappacuore.
Insomma, impossibile liquidarlo come un album derivativo, sebbene lo sia al cubo. One of Those Fine Days è un omaggio praticamente impeccabile a un mondo a parte, a una scuola musicale precisa e suadente.
Certo, per riuscire a trovare uno sbocco nel mercato, Gaetano dovrebbe fare qualche tentativo per raccontare anche un po’ della sua/nostra terra (e forse anche curare un po’ di più l’intonazione) ma sono sicuro che finirebbe col divertirsi molto meno. E un cantastorie che non si diverte, non si appassiona. E una storia raccontata senza passione… si dimentica subito. Quindi Gaetano, anzi Guy… continua così!

 

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