django_django_marblp200Etichetta: Because / Ribbon Music
Tracce: 10 – Durata: 40:40
Genere: Pop
Sito: www.djangodjango.co.uk
Voto: 6/10

Al terzo album i Django Django iniziano a mostrare qualche segno di debolezza. Se all’esordio il loro pop eighties-glam aveva incuriosito, oggi suona un po’ stantìo e se nel 2012 essere una band elettrica che sembra elettronica poteva sembrare una figata, nel 2018, al massimo, sembra una fatica inutile.
Marble Skies giunge con un discreto supporto promozionale, mentre i quattro londinesi sono ormai ufficialmente delle star (almeno in UK), esordendo al #20 della classifica ufficiale britannica e portando poche novità rispetto ai due capitoli precedenti: musica pop piena di riferimenti agli anni ’70 e ’80, con suoni provenienti da vecchi synth, coretti vintage e uso smodato del falsetto, tra riferimenti disco e rimandi brit-pop.
Accolto con molto entusiasmo in patria (Metacritc: 75/100) Marble Skies è in nomination per il prossimo Mercury Prize consentendo al pubblico di familiarizzare con dieci brani molto leggeri e di facile presa. Il singolo Surface to Air (con il featuring di Rebecca Taylor degli Slow Club sotto le mentite spoglie di Self Esteem) è un brano alla ricerca dei consensi di quel pubblico giovane che ha mandato in testa alle classifiche Ed Sheeran, con qualche vago rimando alle ritmiche caraibiche del reggaeton ed è perfetto per introdurci nel mondo di una band che (e glielo si augura) potrebbe davvero fare il botto durante l’estate per la capacità di confezionare pezzi usa e getta di ottima fattura, pur tuttavia senza sembrare candidati al ruolo di classici.

Si tratta di un disco senza infamia e senza lode che mette l’accento sull’ormai consolidata vicinanza tra produzioni indie e musica pop. Il problema, nel caso specifico, è che sembra sempre di intercettare delle potenzialità che vengono puntualmente disattese, come se il capolavoro fosse dietro l’angolo e la band optasse per l’accontentarsi di ambiti più confortevoli e meno rischiosi. Si apprezzano i tentativi nel  percorrere strade diverse, appellandosi a psichedelia (Tic Tac Toe), bowietà varie (Further) e kraut-rock (Marble Skies) ma noi pubblico, al terzo album, eravamo pronti ad accogliere qualcosa di più che… qui non c’è. 

Annunci