starcrawler_band200Etichetta: Rough Trade
Tracce: 10 – Durata: 27:51
Genere: Rock
Sito: starcrawlermusic 
Voto: 8/10

Riprendere in mano le redini del rock lasciandosi andare alle sue regole basilari sembra essere la missione degli americani Starcrawler. Il loro approccio è il più semplice possibile, senza ricorsi a stratagemmi volti a ringiovanire, rinnovare o (orrore!) manipolare le fondamenta di un genere tanto definito.
Sicché, se sembrano un po’ eccessivi gli strilli della stampa specializzata che ne parla come della “band più eccitante da molti anni a questa parte”, va riconosciuto che questo esordio discografico è di quelli che fanno drizzare le antenne a ogni rockettaro che si rispetti. Dritti, distorti, potenti e divertenti, i brani sono limati fino all’eccesso, condensando in pochi minuti la massima espressione di un genere ormai talmente classico da necessitare un rigore anche nella sua peculiare ripulsa del rigore.
Quindi chitarra distorta, grandi riff, cassa in quattro e una bilanciatissima dose di ironia fanno dell’esordio degli Starcrawler un disco da manuale. Poi potete divertirvi a trovare le analogie, dai Black Sabbath (Train) ai T-Rex (I Love L.A.), Siouxsie & The Banshees (Chicken Woman), Slits (Pussy Tower) e Nirvana (Full of Pride), con la consapevolezza che ogni abbinamento è perfettamente intercambiabile oltre che sempre in grado di farci muovere le gambe e girare la manopola del volume fino al massimo. Il tutto senza rinunciare ad inserire in coda all’album anche l’irrinunciabile consuetudine di quel paio di pezzi mid-tempo perfetti per farci riprendere fiato prima di rimettere il disco da capo.

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