usgirls_poem200Etichetta: 4AD
Tracce: 11 – Durata: 37:46
Genere: Alt-Pop
Sito:  yousgirls.blogspot.fr 
Voto: 8/10

All’anagrafe Meghan Remy, U.S. Girls è una canadese d’adozione (americana di nascita) che dopo una manciata di album indie, ha conosciuto una certa notorietà accasandosi in 4AD dal 2015. 
La sua musica è un moderno miscuglio di pop, R&B, rock e funk, cantato con una voce di quelle che non spaccano (tutt’altro) ma dense di una incredibile capacità di comunicazione. E per le canzoni di In a Poem Unlimited la comunicazione è tutto perché i messaggi intrinsechi nelle liriche sono di stretta attualità oltre che per niente sciocchi. In quest’epoca angosciante in cui la violenza sembra adagiata sul divano del tinello di casa, in cui omicidi, stupri, dolore, recriminazioni e battaglie sono all’ordine del giorno, il fatto che un’artista decida di provare a mettere in scena un po’ di controffensiva è sicuramente comprensibile. Riuscirci abbinando le rabbia con l’esilità del pop-rock è compito davvero arduo che spesso porta a risultati superficiali  e inconsistenti.
Se un brano suona come un singolo anni ’90 degli Eight Wonder ma il testo sembra scritto dal più agguerrito Henry Rollins, serve immensa maestria per rendere tutto assonante e coeso. E Remy ha proprio questa capacità, quella di esprimere concetti seri e gravi su motivetti ballabili e melodie accattivanti, vale a dire nel modo più sensato per rendere il messaggio assimilabile all’istante. Mescolare l’amore, quello classico da canzonetta, con condanne al femminicidio e messaggi anti-bellici è un compito già di per sé piuttosto arduo, riuscirci su un brano che incrocia gli ABBA con Cindy Lauper è un colpo da maestro (Mad As Hell).

La forza di questo disco sta proprio in questa deflagrante capacità espressiva, forte di concetti alti e di messaggi potenti resi in modo da arrivare a tutti, giacché nessuno si senta a disagio nel cantare a squarciagola, coi finestrini della macchina abbassati, versi di coscienza sociale che ci rendano orgogliosi di condividere l’autoradio. 
usgirls_herDopo gli esordi in salsa lo-fi, U.S. Girls giunge alla produzione di un album mainstream di superba qualità che ambisce al ruolo di classico. Vi sono narrate storie e vi sono descritti personaggi legati alla nostra epoca difficili da ignorare perché parlano di noi, di come siamo, di come vorremmo o dovremmo essere. Parlano di angoscia, di complicità e non hanno bisogno di alcun hashtag per dire “ci sono anch’io”. Al contempo è un album di scambio, chiede molto e restituisce anche di più. I personaggi, le ambientazioni e i racconti scorrono catartici e intensi e ci lasciano, dopo l’ascolto, in uno stato di straniante consapevolezza che mescola orgoglio, coinvolgimento e partecipazione: ciò che la Politica, da qualche anno, non riesce più a fare.

 

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