soviet_malpensa_band200Etichetta: Costello’s Records
Tracce: 9 – Durata: 38:07
Genere: Pop Rock
Sito: Facebook 
Voto: 7/10

Per dire quanto tempo è passato dall’ultima volta in cui vi ho parlato dei Soviet Malpensa posso ricordarvi che in quell’occasione vi avevo lasciato l’indirizzo della loro pagina MySpace. Sì, era molto tempo fa, il 2010, e ricordo che a quel tempo mi stupivo che una band di questo livello fosse relegata alla discografia minore anziché al mainstream nel quale non sfigurerebbero nemmeno un po’.
Oggi, dopo che la band milanese ha fatto molte altre esperienze (dalla sonorizzazione del classico di Fritz Lang, Metropolis, a un corposo cambio di formazione) mi trovo a esprimere lo stesso stupore perché Astroecology è un album dal potenziale davvero altissimo, dove le sonorità antemiche di certo rock classico (da U2 a The Stone Roses con tutto ciò che intercorre tra essi) si mescolano con atmosfere tipiche del mainstream che governa le nostre classifiche (Elisa, Negramaro, Ligabue…). Tra le righe, poi, tutta la gamma delle più pregiate ispirazioni del caso, dall’electro-pop alla psichedelia, dall’hard rock alla canzone d’autore, in un progetto sonoro che non ha nulla da invidiare a certe produzioni straniere.
Soviet Malpensa sperimentano e azzardano, abbinano suoni di basso distorto con melodie squillanti di synth anni ’80 (Habitat 7220), mescolano la leggiadria del pop con le trame del post rock (This is The Life), scrivono indifferentemente in inglese e in italiano, a seconda delle esigenze e conoscono a menadito il limite entro il quale restate per non eccedere in sfrenatezze troppo inutilmente eccentriche. A volte è necessario procedere a piccoli passi, altre volte è più sensato bruciare le tappe. Soviet Malpensa scelgono un metodo di continua evoluzione arrivando a questo nuovo disco che illustra un progetto di band definitivamente a fuoco con tutte le carte in regola per ricevere le soddisfazioni che merita.

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