chriscarter200Etichetta: Mute
Tracce: 25 – Durata: 68:15
Genere: Elettronica
Sito: chriscarter.co.uk 
Voto: 8/10

Chris Carter è, per la musica elettronica europea, una figura fondamentale quanto i Kraftwerk anche se, a differenza dei colleghi tedeschi, non ha mai conosciuto i fasti del successo di massa. La sua formazione è frutto dell’esperienza come tecnico del suono, sviluppata prima dal vivo (per band come Yes e Hawkwind) e poi per la televisione per la quale ha curato l’innovativo sound design di trasmissioni cult della BBC come The Old Grey Whistle Test e Colour me Pop. Se però dobbiamo cercare l’ambito in cui il suo nome resterà in eterno legato, sicuramente ci tocca andare in quello della cosiddetta musica industriale che, assieme alla moglie Cosey Fanni Tutti, al poliedrico Genesis P.Orridge e al designer Peter Christofferson, inventò negli anni ’70 per il progetto Throbbing Gristle.
Il suo nuovo disco, Chemistry Lessons Volume One, è il primo che pubblica a suo nome da molti anni a questa parte e si presenta come una collezione di miniature (25 pezzi quasi tutti sotto i tre minuti) che traccia una specie di ambizioso percorso nell’universo dell’elettronica analogica, inoltrandosi in tutti gli ambiti in cui, grazie anche alle sperimentazioni di Carter, questa s’è imbattuta negli ultimi quarant’anni.
In effetti, sebbene il titolo dell’album possa sembrare vagamente vanaglorioso, sono pochi nel mondo i musicisti che possono permettersi di tenere lezioni in questo ambito e Carter, con questo primo volume, dimostra di essere tra i più titolati. Grazie ai suoi esperimenti ha certamente incoraggiato il diffondersi di generi di grande popolarità come elettro-pop, acid-house, drum&bass e techno ed è quindi legittimato a tentare una sorta di prolusione sulle origini di un suono che alla sua esperienza deve parecchio.
cccl_vol1200La struttura basata sulla brevità dei brani toglie all’album qualsiasi aura di pesantezza e CCCL diventa un disco quasi pop che si allinea con pertinenza allo stato attuale delle cose. 
Privilegiando il lato compositivo, l’autore instaura un dialogo efficace tra le sonorità della sintesi sottrattiva e le più moderne tecnologie, affacciandosi anche e perfino nei meandri dell’autotune. 
Chiunque si sia avvicinato di recente alla musica elettronica dovrebbe concedersi il lusso di questa prima lezione per comprendere le dinamiche che hanno guidato la cultura pop fino a oggi. Chemistry Lessons Volume 1 non è un disco qualsiasi quanto piuttosto un prezioso lavoro sulla musica moderna che, partendo dalle strutture del folk inglese, si ispira alle produzioni dei Fluxus e ci fa comprendere i passaggi produttivi che ci hanno regalato il rigore dei Krisma, l’autorevolezza dei Portishead e l’innovazione di Jamie XX riportando tutto ad origini alle quali, senza peccare di immodestia, Chris Carter sa di aver dato moltissimo.

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