settembre_lui200Etichetta: Autoproduzione
Tracce: 8 – Durata: 23:32
Genere: Pop Rock
Sito: Facebook
Voto: 6/10 

Stefano Riggio è un milanese di 23 anni che, quando canta e suona, si fa chiamare Settembre. Le sue passioni sono un tantino desuete per un ragazzo della sua età e si configurano temporalmente in periodi che gli pre-esistono. Gli piace il britpop degli Oasis e dei Blur e, da quanto si evince dalle canzoni di questo suo delizioso esordio, stravede per mostri sacri della nostra canzone come Battisti, Venditti e Gaetano.
La sua espressione si affianca a quella della nuova canzone d’autore di Calcutta, Motta, Levante e Coez con solo un piccolissimo e veniale gap nella fase di scrittura che ha ancora bisogno di una lieve smussata al fine di liberarsi di ispirazioni alquanto invadenti.
Stefano fa tutto da solo (scrive, canta, suona, arrangia e produce) presumo più per necessità che per presunzione e forse il problema è tutto qui. Le canzoni di Di questi tempi hanno dei buoni potenziali, anche commerciali, ma appaiono un po’ rustiche ed ingenue in un eccesso di “indie-mode” che, di questi tempi, suona impopolare nell’ambito di un pop generazionale a cui avrebbe il diritto di accedere.
I testi invece sono tutti ben scritti e personali, squisitamente connessi all’universo giovanile e rappresentano il punto forte del disco. Per il resto bisognerebbe provare ad alleggerire un po’ la struttura degli arrangiamenti, sgravandoli dalla sovrabbondanza di tastiere per far emergere la scrittura efficace e incisiva che c’è.
Se questo disco saprà finire nelle mani giuste, ha le carte in regola per far impallidire Tommaso Paradiso o per diventare il Twin Fantasy italiano.

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