alia_lui200Etichetta: Pippola Music
Tracce: 10 –  Durata: 36:42
Genere: Pop, Cantautori
Sito: Facebook 
Voto: 8/10

La cosa che per prima balza agli occhi leggendo le note sulla copertina di Giraffe, è la scelta di Alia di circondarsi di collaborazioni eccellenti come Giuliano Dottori (Amor Fou), Cesare Malfatti (LaCrus), Alex Gimignani e Paolo Favati (Pankow, Irene Grandi), Marco L.Lega (Marlene Kuntz, C.P.I.) ma ce ne sono davvero molti altri tra cui spicca un poker di voci femminili che in alcuni deliziosi duetti impegna Patrizia Laquidara (Giraffe), Francesca “Femina Ridens” Messina (Alessandra), Martina Agnoletti (Verso Santiago) e Elisabetta Salvatori che nel brano Sei donne recita versi di Hilde Domin. Una scelta azzeccata e forse inevitabile per consegnare all’album un respiro che fosse universale e per certi versi femminile, pur tuttavia esulando da qualsiasi genere di stereotipo.
Alia conduce il suo lavoro in modo molto semplice, un po’ vecchio stile, concentrandosi sul contenuto delle canzoni prima ancora che sulla loro forma finale, che è comunque molto raffinata. Sorridente in tutte le foto della copertina, l’autore mette in scena una contagiosa serenità che appare come sostegno all’insopprimibile ambizione da chansonnier cosmico al servizio di sensazioni e di affetti che, per dirla con Pasquale Panella, non si provano ma si indossano direttamente.
Giraffe usa gli animali del titolo come metafora per guardare gli esseri umani da una prospettiva privilegiata che sebbene sia “dall’alto in basso” non si impone ruoli di superiorità gratificandosi, semmai, di un punto di vista innatamente vantaggioso che consente di essere lucidi e coinvolti sia pure col distacco che la natura impone.
Musicalmente Alia dichiara molte ispirazioni e riesce ugualmente a non sforare nel citazionismo o nell’imitazione. Sicché la Mina di “Studio Uno” cui si attiene Madonna dell’Umità, il Caetano Veloso musa de L’attraverso e l’Umberto Bindi citato ne La teoria del colore, non sono che punti di partenza per giungere in un universo personale che fa di Alia un artigiano brillante e sopraffino, capace di fare in modo fresco e moderno un lavoro un po’ démodé (e per questo difficile) come il cantautore.

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