kan-ye_lui1Etichetta: Getting Out Our Dreams II
Tracce: 7 – Durata: 23:41
Genere: Rap
Sito: kanyewest.com 
Voto: 8/10

Quando si dice ready-made: ye, l’ottavo album di Kanye West, è stato presentato ufficialmente il 31 maggio, durante uno speciale party sulle montagne di Jackson Hole nel Wyoming, dove il disco è stato prodotto. Mentre si dirigeva all’evento, il rapper ha scattato con lo smartphone la foto che appare in copertina e che rappresenta proprio quelle montagne. Il giorno successivo il disco era su tutti gli store.
Parlare di album è forse eccessivo, data la durata che somiglia più a quella di un EP, ma quando i contenuti sono così densi e intensi, ridurre la quantità di informazioni scongiura eccessivi indugi e giova senz’altro alla qualità dell’ascolto.
Come per tutti i dischi rap, anche questo punta molto sulle liriche e riuscire a seguire i testi è sicuramente fondamentale (su rockit ci sono).
La scritta a pennarello che appare sovrimpressa sulla foto di copertina (Odio essere bipolare, è stupendo) mette subito il punto sul disturbo mentale del quale West ha scoperto di soffrire solo due anni fa e del quale parla con estrema sincerità nel disco e con sottile ironia (“per me non è un difetto ma un superpotere”) nelle interviste. Per il resto, ye ci consegna un Kanye magnificamente capace di abbinare le inquietudini personali (droghe, fallimenti, gioie e dolori personali) con quelle universali che partono da Pyongyang e arrivano a Hollywood.

kan-ye_lui2Musicalmente c’è la consueta maestria nel confezionare i playback, collezionando campioni di grande effetto (Ghost Town ne sfoggia uno splendido preso da Take Me For A Little While di Evie Sands preso dalla versione dei Royal Jester debitamente rallentata che quasi si avvicina a quella dei Vanilla Fudge) e featuring straordinari tra cui Nicki Minaj, DeJ Loaf, Ty Dolla Sign, Kid Cudi, John Legend e molti altri.
Un disco che, per certi versi, riporta in auge il lato umano di Kanye West che, forse proprio per questo, ha scelto di limitare e quasi eliminare l’utilizzo distintivo dell’Auto Tune presentandosi così, fragile, innamorato e introspettivo come non lo sentivamo da tempo.

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