Etichetta: Riff Records
Tracce: 8 – Durata: 33:48
Genere: Pop
Sito: Facebook,
Voto: 8/10

A me fa piacere averci visto giusto quando parlando bene del disco di lezziero (lo scorso novembre) mi ero immaginato che prima o poi qualcun altro se ne sarebbe accorto e, siccome quelli della Riff Records se ne sono accorti davvero trasformando una autoproduzione in un’uscita ufficiale, la recensione dell’anno scorso la ripubblico lasciandola scritta così com’era. D’altronde il disco, così com’era, è rimasto bello anche in versione fisica.

Luca Lezziero, in arte lezziero, è un personaggio che pur frequentando l’ambiente della musica italiana da molto tempo, grazie ad una cospicua collaborazione con Cesare Malfatti (La Crus, Amor Fou, The Dining Room…), è rimasto sempre nel backstage, fornendo più che altro pagine scritte, musiche e canzoni confluite poi su alcuni dischi o su autorevoli progetti di sonorizzazione. lezziero. è il primo album a suo nome, prodotto proprio da Malfatti che ha anche suonato buona parte degli strumenti e composto la musica per uno dei brani della scaletta (L’estate che non c’è).
lezzierobwDati i presupposti e le frequentazioni, diviene facile immaginare il contenuto di questo album che si sviluppa in modo esile, su terreni acustici e puliti, come un bell’esempio di musica leggera nell’accezione più nobile del termine.
Sapori vagamente brasileri (Parole corte), altri più tipicamente cantautorali di scuola internazionale al fianco di Bon Iver, Damien Rice o Bonnie “Prince” Billy (Soltanto un istante, Credimi) e molta, moltissima passione per la canzone italiana più illustre che parte da Fabrizio De Andrè e arriva a Mario Venuti passando per Francesco De Gregori.
Luca canta le sue canzoni senza sfrenatezze vocali, prende alla lettera la definizione di “confidenziale” e sembra lì, nel tinello di casa, mentre con la chitarra inizia a sviscerare questi piccoli quadretti musicali attorno ai quali, come succede nei film, pian piano prende vita l’arrangiamento, che arriva da dietro con tutto il pubblico che non fa una piega e accetta questa intrusione extradiegetica come fosse normale.
lezziero. è un disco semplice, intimo nell’accezione di sinceramente vissuto ed anche una piccola lezione per chi punta sempre a scrivere capolavori, generalmente senza riuscirci. (Luca) Lezziero, invece, ha scritto otto canzoni (poi ha aggiunto una versione acustica di (My) Jetsons High Speed degli Scisma come bonus track) e le ha messe in bella copia, in fila in un album che rischia sinceramente di entrare sottopelle, influendo nel bene e nel male all’umore delle nostre giornate.

 

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