In Italia è nota anche con il titolo Il leone si è addormentato e, grazie alla sua melodia orecchiabile, è considerata un classico che funziona perfino nel repertorio per bambini. In inglese si intitola The Lion Sleeps Tonight sebbene nemmeno questo sia il titolo originale giacché sull’etichetta del 78 giri sul quale apparve per la prima volta è accreditata come Mbube, vale a dire Leone in lingua zulu.
A comporla fu un certo Solomon Linda che attorno al 1939 la incise assieme al complesso degli Evening Birds nel corso di una seduta di registrazione a Johannesburg ispirandosi liberamente a una melodia tradizionale usata in Africa durante le battute di caccia grossa. Il disco ottenne un certo successo in Africa tanto che alcuni anni dopo riuscì a sbarcare con buoni riscontri anche in Europa.

Negli Stati Uniti Mbube avrebbe sfondato solo parecchi anni più tardi quando Pete Seeger ne incise una versione coi suoi The Weavers per la quale scrisse un testo in inglese poi depositato alla società degli autori con lo pseudonimo Paul Campbell, abitualmente utilizzato per i brani scritti collettivamente dagli Weavers, e lasciando Linda accreditato come autore della musica.
La band battezzò inizialmente il brano col titolo Wimoweh, perché il ritornello cantato dagli zulu “uyimbube, uyimbube…” (“tu sei un leone, tu sei un leone…”) risultava incomprensibile a Seeger che capiva awimboowee o awimoweh. Al momento di registrarla, decisero di trascrivere quelle parole incomprensibili in favore di uno scat onomatopeico che, assieme a un nuovo arrangiamento accattivante, avrebbe dato alla canzone un gusto moderno e fresco, pronto per essere accolto dalle classifiche americane.

In effetti il brano piacque parecchio ma quando pochi mesi dopo Variety pubblicò un articolo in cui Pete Seeger assieme ad altri artisti venne accusato di comunismo, per i Weavers iniziarono i guai: gli ingaggi venivano cancellati uno dopo l’altro e il disco, inizialmente molto apprezzato, subì gli effetti del divieto assoluto di essere trasmesso dalla radio con la conseguenza di essere velocemente dimenticato.
Del brano si persero le tracce e la memoria fino al 1961 quando una cover curata da Hank Medress per il gruppo The Tokens lo riportò in classifica ottenendo, prima negli USA e poi nel resto del mondo, il grande successo che l’ha tramandata fino ai giorni nostri. Nonostante la versione dei Tokens fosse uscita come facciata B di un brano intitolato Tina,  grazie a un illuminato Disc Jockey che ne intuì le potenzialità, tutte le radio iniziarono a trasmetterlo ignorando totalmente la facciata A.
Anche in virtù del fatto che lo sottovalutarono, mettendolo nella facciata secondaria del 45 giri e forse pensando si trattasse di un motivo di pubblico dominio, alla RCA non riconobbero tra gli autori nè Pete Seeger nè tanto meno Solomon Linda così che per la prima volta The Lion Sleeps Tonight apparve accreditata a due autori italo-americani (Hugo Peretti e Luigi Creatore) in collaborazione con George David Weiss e Albert Stanton, vale a dire il team di autori che aveva prodotto un successo planetario come Can’t Help Falling in Love per Elvis Presley. Nessun credito per Pete Seeger (o Paul Campbell) nè, tanto meno, per Solomon Linda che morì nel 1963 mentre tutto il mondo stava progressivamente scoprendo il suo brano rendendolo un successo senza precedenti.

A dire il vero mentre il disco dei Tokens scalava le classifiche, proprio Pete Seeger si fece promotore di una causa per plagio sostenendo che i proventi di quelle vendite colossali sarebbero dovute andare a Solomon Linda. In realtà nemmeno lui era a conoscenza del fatto che proprio Linda aveva ceduto per pochi spicci i diritti d’autore del brano alla RCA la quale, quando la notizia venne diffusa, decise di affrontare i sensi di colpa devolvendo parte del ricavato ad una associazione umanitaria africana.
Solomon Linda venne a mancare nel 1963, senza aver mai potuto godere dei proventi ottenuti da anni passati nelle classifiche internazionali. Nel 1994, dopo l’uscita del film Il Re leone, nel quale compare una versione, la vedova e le figlie di Linda impugnarono inutilmente una lunghissima controversia legale contro il colosso Disney chiedendo un risarcimento di un milione e mezzo di dollari.
L’epilogo arrivò solo nel 2006 quando un tribunale sudafricano stabilì che la Abilene Music, oggi proprietaria dei diritti sulla canzone, avrebbe dovuto dividere i proventi passati e futuri con gli eredi di Solomon Linda.
Mbube/Wimoweh/The Lion Sleeps Tonight vanta centinaia di versioni ad opera di moltissimi artisti internazionali tra cui Brian Eno, R.E.M., The Tremeloes, Desmond Dekker, Yma Sumac, Miriam Makeba e NSync.
Negli anni ’60 venne depositata in SIAE anche una versione italiana che però non riuscì mai a raggiungere la classifica. 

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