macca_egypt200Etichetta: MPL / Capitol
Tracce: 16 – Durata: 57:12
Genere: Pop Rock
Sito: www.paulmccartney.com 
Voto: 7/10

Più o meno da una ventina di anni, ad ogni nuova uscita discografica di Paul McCartney, viene divisa in due l’accoglienza del suo pubblico: c’è chi salva qualsiasi cosa l’ex beatle produca e chi invece gode nel rilevare un calo di qualità rispetto alla sua storia. Diciamo che chi scrive si trova nel mezzo, senza riuscire a salvare proprio tutto a scatola chiusa ma conscio che essere all’altezza di Eleonor Rigby, Band on The Run e My Brave Face non sia proprio un compito facile.
Egypt Station è un disco dignitoso, principalmente per il fatto che McCartney lo ha realizzato con molto impegno, studiando un “concept” a cui legarlo, lavorando in studio con produttori giovani come Greg Kurstin e Ryan Tedder dei OneRepublic dimostrando così di non aver “dovuto” svolgere il compito per puri oneri professionali ma ostentando, al contrario, una attivissima vena creativa e artistica.
macca_lui_2018_200Difetti? Sì, non mancano a cominciare dalla durata di un’ora che ormai per un CD è considerata all’unanimità eccessiva. Sicché, anche se sei Paul McCartney, vale sempre la pena di togliere qualcosa piuttosto che mettere dentro ogni singola nota prodotta. E qui, diciamolo, di cose in eccesso ce ne sono per circa un quarto d’ora, a partire dalla sconclusionata Cesar Rock fino all’inefficace medley che chiude il disco che tenta di affiancarsi a quelli storici di Abbey Road o Red Rose Speedway con scarsi risultati. Per il resto è tutto a posto, anche se Sir Paul non ha più la voce di un tempo. Ma, se questo gli causa qualche problema in concerto faticando a tener testa (e fiato) al suo repertorio storico, qui diventa una qualità in favore di canzoni nate per essere interpretate con la raucedine e i limiti imposti dall’età. Non è da tutti rendersene conto.
Poi hanno davvero un bel dire quelli che rimpiangono il passato perché forse non riescono a capire il valore di gemme come Dominoes e Happy With You dal sapore inconfondibilmente beatlesiano (come se fosse strano…) e l’incredibile freschezza del Pop Rock di Come On To Me, Who Cares e la brillante Fuh You.

Certo, Paul ha 76 anni, compiuti a giugno, non è più quello di un tempo. Avrebbe anche, come dire? Sufficiente denaro per potersi permettere un dignitoso ritiro dalle scene. Ma Egypt Station è la prova evidente che quel momento non è ancora arrivato. Il livello sarà pure altalenante ma è sempre è sopra la media, cosa che generalmente basta per salvare l’album dell’ultimo dei pivellini… figuriamoci quello di uno dei maggiori songwriter degli ultimi 50 anni.

 

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