sc-neon200Si intitola proprio così, Keychains & Snowstorms* l’ultimo e definitivo capitolo discografico dei Soft Cell
Il duo formato da Marc Almond e Dave Ball, attivo nella prima metà degli anni ’80 e poi riunitosi in varie occasioni dal 2003, è pronto a siglare l’atto finale di un sodalizio prolifico e foriero di un songbook tra i più amati del XX secolo.
Sicché domenica 30 settembre la 02 Arena di Londra ospiterà l’ultimo concerto della storia dei Soft Cell per una serata che altro non poteva intitolarsi che Say Hallo Wave Goodbye.

Almond & Ball hanno fatto però le cose in grande accompagnando questo momento storico con eventi e merchandising da far girare la testa.
Primo tra tutti quello di consentire a chi non potrà essere alla 02 Arena, di seguire lo show in diretta presso un circuito di cinema collegati ma… non vi agitate! l’evento è limitato alle sale di UK e Irlanda (noi stranieri dovremo accontentarci dell’annunciata uscita di CD+DVD dell’evento). Poi c’è ovviamente una nutrita quantità di pubblicazioni che vanno dalla compilation in stile Greatest Hits, al box (9 CD+DVD) pieno di rarità che circondano i successi discografici del duo, fino a un esclusivo picture vinyl con i remix nuovi di zecca di So, A Man Could Get Lost e Insecure…Me?.
Su tutto si aggiunge l’inevitabile nuovo brano inedito, Northern Lights, uscito anche su singolo, che abbiamo cominciato ad ascoltare quest’estate e che ci è sembrato all’altezza della situazione.

Giusto per non smentire la loro fama di trasgressori, in anni di salutismo e perbenismo, in occasione di questo ultimo atto, Almond & Ball hanno deciso di promuovere una nuova birra alla quale hanno dato lo stesso nome del loro ultimo show.
La Say Hallo Wave Goodbye Beer è una “lager” a 4.2° alcolici che, con un retrogusto che rimanda a biscotti Digestive, caramello, pompelmo e arancia, combina uno studiato abbinamento tra il tipico amaro delle birre inglesi godute dai Soft Cell nel periodo della gioventù a Leeds con il sapore intenso del luppolo di qualità New World in omaggio al loro periodo newyorkese.
Salute!


+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+°+

* Il titolo del post originale era “Portachiavi, tormente di neve (e una birra)”. L’idea era quella di usare come ispirazione il titolo della nuova raccolta della band la quale, per altro, mutua il nome da un verso del brano Memorabilia:

(…) Keychains and snowstorms
Keychains and snowstorms
Give me a reminder
Give me a reminder
Memorabilia, memorabilia
Keychains and snowstorms
Memorabilia, memorabilia
I can´t remember
Give me a reminder…
Poi è sopraggiunto il dubbio che il termine “snowstorm” oltre che per le tempeste di neve, gli inglesi lo usassero per chiamare quei tipo di soprammobile formato da una sfera trasparente, solitamente di vetro o cristallo, al cui interno sono miniaturizzate scene natalizie, monumenti o panorami immersi in un liquido e alcuni corpuscoli bianchi che con il movimento del liquido danno l’impressione del cadere della neve. In italiano non c’è una parola per definirle e si chiamano comunemente “palle di vetro con la neve”. E infatti è così.
Il dubbio è stato instillato da Joe e dissipato da Ada.
Il titolo l’ho cambiato.
Grazie Joe, grazie Ada
🙂