weller_tm200Etichetta: Parlophone
Tracce: 14 – Durata: 54:54
Genere: Pop Rock
Sito: paulweller.com 
Voto: 8/10

Una raccolta di canzoni anomale, fatte di pochi strumenti per lo più acustici, è quello che Paul Weller offre per il suo 14° album da solista. True Meanings lavora per sottrazione, lasciando intendere che i brani non siano nati esattamente in questa forma ma che vi siano stati adattati per una precisa scelta stilistica volta a portare nelle nostre case un frammento del lato dolce (ma non sdolcinato) del cantautore inglese.
La consueta capacità di Weller di guardarsi attorno, scongiurando qualsiasi possibilità autoreferenziale, fa centro anche in questa occasione nella quale ha collaborato con gente come Conor O’Brien dei Villagers, per scrivere la deliziosa ballad che apre l’album (The Soul Searchers), e Erland Cooper col quale condivide la firma su White Horses al quale ha collaborato anche Rod Argent di The Zombies con il suo organo Hammond.
Il disco scorre piacevolissimo e, sebbene non sia probabilmente il suo miglior capitolo, si configura come un passo fondamentale della carriera di Paul Weller e per la sua discografia che, se ha un pregio, è proprio quello di essere variopinta e multi-sfaccettata come quella di pochissimi altri.
Certamente non mancano le sue passioni, a partire da Burt Bacharach (What Would You Mean?) fino Neil Young (Wishing Well) agli inevitabili Beatles (Books, con Noel Gallagher all’harmonium!) ma quello che traspare più di tutto, nonostante l’inedita virata confidenziale, è proprio il più sanguigno Paul Weller che si presenta nudo e rilassato nella sua più intima necessità di esprimersi.
Un disco capace di divincolarsi tra le molte pieghe dei sentimenti, che siano piacevoli, rassicuranti o malinconici non importa perché seguono l’inevitabile flusso del cuore. C’è anche un brano dedicato apertamente a David Bowie (Bowie) che ha nelle parole, più che nella musica, l’apice più commovente e sincero dell’intero disco, parlando della perdita e del dolore che essa causa. 
Un album perfetto per accompagnare viaggi notturni durante l’autunno, certi che scalderà il cuore, riempiendolo di nostalgia, malinconia e dolcezza.

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