dear_lui200Etichetta: Ghostly International
Tracce: 14 – Durata: 62:14
Genere: Elettronica
Sito: ghostly.com/artists/matthew-dear 
Voto: 8/10

Nato in Texas ma cresciuto nel Michigan, Matthew Dear è principalmente un DJ anche se, come vuole l’etichetta attuale, è preferibile definirlo producer. Nella sua carriera ha remissato brani di The Chemical Brothers, Spoon, The XX, Kylie Minogue, MGMT e Charlotte Gainsbourg oltre ad aver collezionato una bella manciata di album, EP e singoli usciti sotto il suo nome che spaziano tra le varie declinazione della musica elettronica, dalla sperimentazione alla techno, dalla dance al pop.
Bunny è la sua ultima fatica e si presenta come un bel campionario della sua versatilità, con brani che allungano il brodo (in senso buono) aggiungendo elementi psichedelici e vagamente evocativi dell’epoca indimenticabile dei rave party ed altri che si concentrano maggiormente nella declinazione pop, con ritornelli pedanti e melodie accattivanti.
Giocando sapientemente nella mescolanza dei generi, Dear tradisce molte delle sue passioni, alcune insospettabili, che evocano tanto David Bowie (Can You Rush Them) quanto James Murphy (Duke of Dens).
L’album non sembra nato per diventare un classico ma ha tutte le caratteristiche per diventare almeno uno dei più amati della prossima stagione. Ci sono elementi che rimandano a certa electro-etnica di scuola Byrne/Eno (What You Don’t Know) oppure una versione ammorbidita delle litanie dei Suicide (Modafinil Blues) senza mai perdere nemmeno un briciolo di personalità, anche aiutato da una vocalità peculiare e curiosa.
Il disco ha una sua preziosità pop che viene infiorettata con garbo da collaborazioni mirate e (volendo) un po’ gigione di, tra gli altri, Ricardo Villalobos e James Ford fino alle squisite apparizioni di Tegan & Sara che aggiungono sapore a un piatto già di per sé piuttosto appetitoso. 

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