cherry_leiEtichetta: Smalltown Superstar
Tracce: 12 – Durata: 46:02
Genere: Pop, R&B
Sito: nenecherry.com 
Voto: 9/10

Sempre molto legata al concetto di famiglia, Neneh Cherry anche in questo giro si circonda principalmente di affetti, dal fidato Cameron McVey, compagno di una vita e co-autore di quasi tutti i brani dell’album, fino a una tenera e affettuosa vicinanza con i ricordi di papà Don, evocato dal Creative Music Studio di New York scelto per le registrazioni e nel quale Don Cherry era stato spesso a lavorare assieme al proprietario e suo amico Karl Berger che contribuisce alle registrazioni di Broken Politics col vibrafono su Synchronized Devotion.
Gli altri sono solo amici ma, talmente “del cuore” da risultare altrettanto parte della famiglia: Paul Simms, Robert DelNaja, Mattafix sono stati convocati per aggiungere forma ad alcuni brani affidando la produzione ancora una volta alle mani di Kieran “Four-Tet” Hebden (già alla regia per Blank Project) e che, come nel precedente capitolo, riesce nell’arduo compito di lasciare immacolata la personalità di Cherry pur riuscendo a mettere il suo tocco in ogni brano (con l’eccezione del singolo Kong affidato a Robert DelNaja).
L’album segue la linea “impegnata” che contraddistingue tutte le produzioni dell’autrice, in particolari quelle più mature della sua attività più recente, con testi profondi, spesso diretti e meno criptici del consueto per esprimere il dolore per i mali del mondo e le paure che queste generano in tutti noi. 
Neneh Cherry, per Broken Politics giunge ad una lucidità espressiva che si focalizza sul mondo di oggi, le sue fragilità e i suoi “problemi” senza l’opprimente angoscia che se ne potrebbe ricavare e puntando, al contrario, a una visione positiva e ottimistica della situazione (politica, sociale e ecologica) attuale attraverso una grana vocale sempre più emozionante ad ogni anno che passa.
Per la parte musicale è necessario dare a Four-Tet il merito di riuscire a cucire addosso a Cherry un abito sempre più su misura, mettendo in campo le sue straordinarie capacità nell’uso dei campioni che vanno da Growing Up di Ornette Coleman (Natural Skin Deep) a 50 Ways to Leave Your Lover di Paul Simon (Faster Than the Truth) in una scorrevolezza che la matura incisività di Neneh Cherry guida fino alla sua definitiva consacrazione tra i grandi comunicatori del nostro tempo.

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