nerokane_lui200Etichetta: American Primitive
Tracce: 10 – Durata: 43:39
Genere: Rock
Sito: nerokane.com 
Voto: 8/10

All’anagrafe Marco Mezzadri, Nero Kane prima di Love In a Dying World si faceva chiamare solo Nero e con quel nickname aveva pubblicato un album nel 2016 (Lust Soul). Se provate a cercarlo in rete vi sembrerà pazzesco che a scrivere e a registrare il nuovo disco sia stata la stessa persona. Sì, perché in soli due anni Marco ha maturato una scrittura incredibile, frutto di viaggi, di letture, di ascolti e di frequentazioni formative di prima classe sule quali spicca la collaborazione e l’amicizia coltivata con Joe Cardamone, l’ex Holy War e The Icarus Line che dell’album è il formidabile produttore.
Il disco, realizzato negli studi di Cardamone, a Los Angeles, ha una squisita dignità internazionale e una profondità che lo avvicina al Nick Cave più recente, con divagazioni anche mistiche suggerite da un libro di inni sacri della Chiesa Presbiteriana Americana che Nero Kane ha acquistato in un mercatino nei pressi del Johsua Tree National Park in California. 
Trame sospese, arrangiamenti carichi ma lievi, una voce che nasce dalle viscere e si libera senza fronzoli o sfrenatezze su tessiture ipnotiche e desertiche, hanno una sincerità tale da riuscire a sfondare il concetto di mercato per imporsi in un sottobosco fitto e appagante di celebrazioni.
Durante il viaggio californiano, il musicista ha collaborato con l’artista Samantha Stella per convertire Love In a Dying World in immagini  e realizzare un lungo video sperimentale che da ottobre sta facendo un giro in musei e gallerie d’arte contemporanea. 
Un disco che si presenta come un’operazione dai sapori cosmopoliti, capaci di evocare le polverose sabbie dei deserti americani tanto quanto le praterie temperate dell’Europa, i ghiacci dell’Antartide e i profumi inevitabili della Macchia Mediterranea. 

 

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