The 75th Venice International Film FestivalEtichetta: XL Recordings
Tracce: 25 – Durata: 80:15
Genere: Soundtrack
Sito: wasteheadquarters.com – suspiria (2018) wikipedia 
Voto: 7/10

Se negli anni ’90, quando i Radiohead muovevano i primi passi riscrivendo i canoni del rock, ci avessero detto che i due membri principali sarebbero diventati autori di musiche per il cinema, forse ci saremmo stupiti. Eppure, a ben pensarci, la musica scritta da Thom Yorke e da Jonny Greenwood per la band era, già dai primi lavori, piuttosto indirizzata al supporto visivo. I videoclip realizzati per i loro album erano una dichiarazione d’intenti a dir poco eloquente.
suspiriaCDQuella che Yorke ha accettato per Suspiria, remake del classico anni ’70 di Dario Argento a firma di Luca Guadagnino, è una sfida che si dimostrava rischiosa fin da subito, in particolare in Italia dove l’iconica litania horror firmata dai Goblin per il film originale ha una sorta di sacrale intoccabilità violabile solo in favore di qualcosa di completamente differente e autoriale. Senza aver visto il film (uscita italiana prevista per l’inizio del 2019) è difficile dire se le composizioni del musicista inglese siano ciò che meglio si adatta alle immagini ma basandosi semplicemente sull’ascolto (quand’anche sia inesatto il termine “semplicemente”), bisogna riconoscere che le musiche per il nuovo Suspiria hanno qualche buona carta. 
Contrariamente alle opere del collega Greenwood, magnificamente enfatiche e orchestrali, quella che Yorke scrive per Guadagnino è musica che adotta un linguaggio ascrivibile ai canoni della musica pop, consono a quello dei Radiohead e ai suoi diversi side-project, scegliendo di inserire alcune miniature di stampo elctro-contemporaneo tra una serie di brani cantati vicini alle produzioni più intimiste del periodo post Hail to The Thief
Tra essi spicca quello che, a giudicare dalle riprese in diverse forme, dovrebbe essere il tema principale della score music (Suspirium); un delicato valzer post moderno che ha tutte le carte in regola per risultare efficace sulle immagini.

In definitiva, chi si aspetta un soundtrack che evochi in qualche modo la celesta e i campanelli dello storico tema dei Goblin, rimarrà deluso ma suppongo siano pochi ad avere aspettative di quel genere, trattandosi di una rilettura che, secondo le analisi della critica, scarnifica l’aspetto horror per addentrarsi in un mondo di minacciose e più sottili inquietudini. In questa ottica la colonna sonora di Yorke sembra azzeccata, sicuramente adatta a sottolineare l’intenzione del regista di sostituire la “paura” di Argento con una più affilata tensione estetica tipica del suo cinema.
La cospicua presenza di canzoni, i cui temi sono ispirati dalla vicenda del film, rendono Suspiria (Music for the Luca Guadagnino Film) una specie di concept-album dalla struttura anni ’70 che, come in un melodramma gothic, si sviluppa tra interludi, recitativi e romanze con l’intento di rendere l’album in sé soddisfacente almeno quanto le immagini per cui è stato scritto. Sicuramente una leccornia per i fan di Yorke ma quello imposto dalle esigenze cinematografiche è un ostacolo che limita vagamente la sua creatività e, conseguentemente, il proposito di “classico” a cui apparentemente ambisce.

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