LMF_LuiEtichetta: Freecom
Tracce: 20 – Durata: 68:08
Genere: Pop, Cabarock
Sito: leonardomariafrattini.it 
Voto: 7/10

Nonostante la predominante vis comica, il nuovo Fantastico disco di Leonardo Maria Frattini sembra sentire l’esigenza di imporsi come una raccolta di canzoni di esemplare fattura nelle quali mettere in scena, oltre ai calembour che definiscono la cifra generale di Frattini,  anche una formidabile capacità di combinare le note sul pentagramma. Insomma, sebbene si sia sempre in equilibrio tra canzone e cabaret,  in questo giro il funambolico Leo ha voluto che il nuovo disco fosse in grado di brillare di luce propria, semplicemente girando nel lettore.
Lui è poliedrico: scrive canzoni per lo Zecchino D’oro, partecipa a talent show televisivi, si candida per concorsi, sia seri che faceti, e non si pone mai limiti così come non ne pone alla sua creatività che, pur avendo un comune denominatore nella capacità di strapparci un sorriso, riesce a sviluppare una linea personale con la scrittura come punto di forza.
Fantastico, il cui sottotitolo è esplicitamente Spettacolo d’Arte Varia, si concede intrusioni nella scuola milanese de i Gufi e di Enzo Jannacci (Renata), in quella più sofficemente ironica del giovane Paolo Conte (Franto), del primo Francesco Baccini (Ieri, La), di Giorgio Gaber (L’amore viene quando meno te lo aspetti, Sineddoche) arrivando a scomodare perfino il Celentano classico per raccontarci chi fosse quel tal Christoph Willibald Gluck che la maggioranza di noi conosce solo per essere finito nel titolo di una sua canzone famosa (Gluck). Ma c’è perfino una deriva swing, che rimanda a Fred Buscaglione, Natalino Otto, Alberto Rabagliati (Papilla gustativa, Fantastico), ce n’è una Folk che rievoca il Duo di Piadena e Tony Santagata e, qui e là, una manciatina di pezzi ska (Toyota, Ministra, A presto ecc…) stilisticamente e filologicamente perfetti.
Insomma, avete capito, non c’è modo di annoiarsi anche perché Leonardo è il primo a non farlo, trascinandoci nella sua ingordigia di follie popolari (il riferimento a un celebre spot pubblicitario di I Love You Lucia è irresistibile) e spingendoci a riascoltare in continuazione queste gemme che ogni volta svelano cose nuove, sia nelle liriche che negli sviluppi di arrangiamento tra ricche sezioni di fiati, ritmiche serratissime, theremin e… le tastierine Casio della conclusiva e campanilistica Legnaghesi. Su tutto la voce di Frattini, che è perfetta per il ruolo anche se qualche volta sembra un po’ trattenuta. L’impressione è quella che l’autore tenda a svilire il suo ruolo di cantante, lasciandolo un po’ nelle retrovie in favore di tutto il resto. È vero, il resto è una immensa quantità di roba ma noi non siamo mai contenti e… vogliamo di più.

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