good-bad-queenEtichetta: Studio 13
Tracce: 11 – Durata: 37:28
Genere: Rock
Sito: www.thegoodthebadandthequeen.com 
Voto: 8/10

Il progetto The Good, The Bad & The Queen di Damon Albarn, si differenzia da quello dei Gorillaz per una attitudine più musicalmente tradizionale. Il quartetto che ha formato con Paul Simonon, Simon Tong e Tony Allen fa poco uso dell’elettronica, la sfrutta solo quando è funzionale alla produzione, preferendo un assetto più tipicamente rock con basso, chitarra e batteria che sono gli ingredienti preferiti dai musicisti della loro generazione per incorniciare i concetti di carattere sociale e politico che stanno alla base delle liriche del nuovo disco.
Merrie Land è un album fondamentalmente nato per esprimere disappunto nei confronti dell’attualità politica della Gran Bretagna (e in particolare di scelte come la Brexit) e attraverso ciò intraprende un severo e lucido percorso di riflessione a tutto tondo sulla deriva sociale dei nostri giorni. Un progetto, in questo senso, che si pone in equilibrio perfetto sia nelle carriere dei musicisti coinvolti ma anche nel panorama musicale odierno che sembra tornato ai tempi intensi della musica di protesta. Con questo, però, nessuno si spaventi: Merrie Land non è un disco pesante e nemmeno oppressivo, sebbene Albarn abbia scritto liriche tutt’altro che spensierate, illustrando un panorama afflitto da preoccupazioni e delusione, il trio di musicisti coinvolti assieme al produttore Tony Visconti, ha saputo supportarlo con una manciata di composizioni di elegante fattura, permeate da una strumentazione old-style, capaci di contrapporsi con perfetto agio ai testi sconsolati e a volte ermetici di Albarn.
Molti strumenti acustici, alcuni arcaici, cori polifonici e ritmiche precise e mai invadenti costituiscono l’ossatura di un disco che, a undici anni di distanza dal precedente, dimostra senza mezzi termini che il vecchio adagio “faccio un disco solo quando ho qualcosa da dire” è quanto mai sensato. Là dietro si sentono benissimo gli echi della storia di ogni componente per cui venghino i fan di The Clash e godano di The Truce of Twilight e quelli del brit pop a gioire per le sonorità di Guns to The Head. Il piatto è servito con la qualità di chi fa questo mestiere da molti anni e conosce i trucchi giusti per restare nel cuore dei vecchi fan aprendo porte significative verso il reclutamento di nuovi adepti.

Due note:
– L’introduzione riporta un frammento di dialogo tratto da Un racconto di Canterbury, film di Powell e Pressburger del 1944.
– La copertina raffigura l’attore Michael Redgrave in un fotogramma dell’episodio Il pupazzo del ventriloquo diretto da Alberto Cavalcanti per il film a episodi Incubi Notturni del 1945.

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