28c29simonecargnonijumpcut-m19a1359Etichetta: 42 Records
Tracce: 9 – Durata: 37:08
Genere: Rock
Sito: Facebook
Voto: 8/10

Appena arrivato, sceso questa notte in tutti i canali di streaming e a breve raggiunto dalle versioni fisiche (ma limitate) in CD e LP, Il nuotatore è il nuovo disco dei Massimo Volume che, come l’assenza di singoli o video-anteprime lascia intendere, è un album da sentire nella sua interezza, con l’ambizione degli autori di riportare l’ascoltatore a riti di quel passato in cui l’arrivo di un nuovo album era l’occasione per concedersi completamente alla musica e alle parole in esso contenute.
Da dire c’è che con Massimo Volume questo tipo di approccio è stato sempre richiesto e necessario e, se da un lato la musica è stata ogni volta un eccellente supporto alle parole, queste ultime hanno sempre rappresentato il veicolo principale nell’espressione artistica di Emidio Clementi e della sua band. Così ovviamente è anche per i brani de Il nuotatore che si manifestano con la consolidata metodologia talking dei bolognesi.
Lo sviluppo concettuale della parte lirica si basa sull’elemento acqua, sia come metafora che come analogia di forza, simbolo, energia e potere.
Le digressioni letterarie di Clementi appaiono sempre più a fuoco, con racconti che prendono in mezzo personaggi talvolta immaginari, presi in prestito da opere di Fëdor Dostoevskij (Nostra signora del caso), Milo De Angelis (Vedremo domani) e John Cheever dal cui romanzo omonimo è mutuato il titolo dell’album, altre volte reali come José Sanjurjo, generale dell’esercito coloniale spagnolo che accese la guerra civile da cui giunse la dittatura di Franco (Mia madre e la morte del gen. José Sanjurjo), e Friedrich Nietzsche con cui viene immaginata una passeggiata nella Venezia del 1884 (Fred) fino a episodi probabilmente pescati dal proprio vissuto (La ditta di acqua minerale).
Musicalmente Massimo Volume, oggi ufficialmente un trio (con tutte le chitarre affidate a Egle Sommacal a sostenere la batteria della fidata Vittoria Burattini oltre a basso e voce di Clementi) cercano di stupirci senza effetti speciali: niente elettronica, se non quella meramente necessaria alla produzione, con brani tutti suonati dai loro strumenti aguzzi e sinceri incanalati in un suono scarno e verace che, grazie alla produzione di Giacomo Fiorenza, appare come supporto perfetto per le emozioni avvolgenti e romantiche scatenate dai racconti.
Bella anche la parte grafica accreditata a Marcello Petruzzi su una splendida fotografia di Luciano Leonotti che ritrae “una folla di solitudini ben assortite“.

A supporto del disco parte il 20 febbraio un vero e proprio tour nei teatri. Queste le date già fissate:
FEBBRAIO:
20 Auditorium Manzoni di Bologna
MARZO:
1 Auditorium Parco della Musica di Roma
2 Cineteatro Lumière di Pisa
14 Auditorium Fondazione Cariplo di Milano
15 Ex Maison Musique di Torino
21 Auditorium San Domenico di Foligno
22 Teatro Cinema Moderno di Savignano sul Rubicone (FC)
23 Teatro Alfieri di Montemarciano (AN)
24 Cittadella degli Artisti di Molfetta (BA)
APRILE
11 Teatro Toniolo di Mestre (VE)
13 Teatro Miela di Trieste

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