noisiamoafterhoursEtichetta: Island
Tracce: 27 (14+13) – Durata: 129:49 (63:48+66:01)
Genere: Rock
Sito: afterhours.it 
Voto: 7/10

Noi siamo Afterhours è la frase usata da Manuel Agnelli per presentare, dal palco, la sua band. Lo faceva regolarmente nei primi anni di attività e poi, con piglio più ironico, l’ha pronunciata spesso nel periodo in cui la fama del gruppo cresceva vistosamente. Lo scorso aprile, mentre gli Afterhours celebravano trent’anni di onorata storia, l’ha pronunciata nuovamente dal palco del Forum Mediolanum di Assago murato di fan vecchi e nuovi e, inevitabilmente, è diventata il titolo dell’album che ne riproduce la registrazione con un tacito omaggio a The Name of This Band is Talking Heads, di origine affine. Titolo che ha doppio (triplo?) significato perché quel “noi” comprende, stando alle parole di Manuel, tanto noi del pubblico quanto tutti gli Afterhours che nel corso di questi tre decenni, hanno avuto un ruolo nel variegato turn-over di componenti. 
L’album, su due CD, non è altro che la riproduzione integrale del concerto così come si è svolto, con i regolari ritocchi di post produzione volti però a non aggiungere nulla a quello che è accaduto realmente sul palco, inclusa una clamorosa stecca di Agnelli, presa proprio alla prima nota di Dentro Marylin all’inizio dello show. Non ho idea di cosa sia passato per la mente del cantante in quel preciso istante ma sicuramente quella cappella da esordiente ha scatenato il suo bisogno di (auto)celebrarsi nel migliore dei modi perché appena rimessa in riga la voce, ha messo il turbo e la sua band con lui. All’inizio della serata, dopo Marylin, sono arrivate in fila indiana altre tre gemme dello storico album della svolta (Germi) con Strategie, Germi e Ossigeno che hanno lasciato il posto a una eccitante altalena tra il repertorio più recente e ricordi del passato messi in scena, di volta in volta, con gli ex membri, tornati occasionalmente in seno alla band ad estollere il ruolo di una delle più significative formazioni del rock italiano.
noisiamomexSu tutti va citato Giorgio Prette, il batterista degli After più longevo, ma sicuramente non ci si può scordare di Andrea Viti e Dario Ciffo, cardini inossidabili del periodo di Hai paura del buio, né della prima formazione ricostruita quasi integralmente con Cesare MalfattiPaolo Mauri e Alessandro Pelizzari alle prese con due classici per intenditori come Love on Saturday Night  e How we Divide Our Souls.

L’occasione per realizzare un disco dal vivo (una pratica che Internet ha reso sempre meno attraente), anche alla luce del fatto che Afterhours ne hanno in discografia già un altro realizzato nel 2001 (Siam tre piccoli porcellin), deve essere sembrata inevitabile per cristallizzare un momento cruciale della loro carriera ma anche della necessità di riprendere le redini di un’attività messa recentemente in secondo piano in favore dell’elevatissima popolarità ottenuta da Agnelli in TV prima con X Factor e poi col suo personale show Ossigeno. Non è un segreto che la pubblicazione di Noi siamo Afterhours, così come quella del film che è incluso nel DVD allegato, fosse stata progettata fin dall’inizio e questo garantisce la superba qualità sonora che una pre produzione di alto livello come questa consente.
Poi, certamente, si tratta di un doppio album destinato principalmente a fan e completisti perché, tolta la soddisfazione di sentire come è venuta l’ennesima versione di Male di Miele o di Strategie (che, a scanso di equivoci, sono venute benissimo) e la sorpresa di quel paio di brani del periodo in inglese degli esordi, non c’è molto altro, nemmeno un brano inedito.
Unico vero peccato è l’assenza totale di brani del periodo pre/post “sanremese”, che va dal singolo È solo febbre all’album I milanesi ammazzano il sabato e deborda fino al brano portato al festival (Il Paese è reale) per i quali forse sarebbe stata necessaria la presenza di Enrico Gabrielli che invece non c’era. Tutto il resto è puro estratto del lavoro di una eccellente band, squisitamente e positivamente “invecchiata”. Dal palco Manuel Agnelli ha dichiarato di essere a un punto di arrivo, ma parlava del Forum, della soddisfazione di essere diventati, dopo trent’anni, una band finalmente popolare. Riguardo al disco, invece, il cantante parla di linea di demarcazione, di un modo per segnare la storia fino ad ora ed ottenere la libertà di rimettersi in marcia ed iniziare da capo per un nuovo corso artistico del quale probabilmente non sentiremo parlare molto presto. Finita l’ondata promozione degli in-store per questo album, seguirà una manciata di serate live col titolo “An Evening with Manuel Agnelli” che il cantante porterà in giro tra marzo e aprile prossimi in compagnia del solo Rodrigo D’Erasmo. Il futuro, come si dice, non è scritto e a noi non è dato sapere se si chiameranno ancora Afterhours oppure se Agnelli sceglierà di scendere in campo in solitaria, come potrebbe lasciar intendere questo breve tour. Semplicemente, non fa differenza.

Il DVD allegato non è la ripresa del concerto ma una sorta di suo making-of con la voce narrante di Manuel. Sulle prime il cantante si era dimostrato scettico sull’opportunità di realizzare un film con queste immagini ma quando ha visto il lavoro realizzato da Giorgio Testi (regista acclamato già al lavoro con Blur, Oasis, Rolling Stones, Amy Winehouse, Adele, Bon Jovi, Elton John e molti altri) ha cambiato idea ed ha fortemente voluto che il documentario venisse allegato all’album.

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