listrea_bandEtichetta: Autoproduzione
Tracce: 6 – Durata: 24:26
Genere: Pop Rock
Sito: Facebook 
Voto: 7/10

I bresciani Listrea sono giovanissimi, tutti sotto i vent’anni. Ho scelto di mettere nella prima riga della recensione questo dato anagrafico perché è fondamentale per valutare la loro attitudine musicale. In un periodo storico in cui i loro coetanei si appellano a linguaggi musicali del tutto alieni al rock, è proprio la loro età a stupire principalmente per il contesto artistico in cui hanno scelto di operare. Placide ninfe contiene sei brani dal sapore indie-post-grunge che creano un miscuglio di sensazioni stranianti e vagamente demodè difficili da attribuire a un gruppo così giovane, se non fosse per una inclinazione aulica tipica delle scoperte letterarie e poetiche degli anni di formazione.
Rimane il fatto che questo mini-album mette le basi concrete per un futuro sicuramente degno di nota. Tecnicamente il gruppo funziona alla grande, con una preparazione musicale e nozionistica non indifferente in grado di optare per soluzioni al limite del prog (Parentesi fantastiche) affiancate da altre più genericamente folk (Corrente d’ambiguità) gestite liricamente dalla voce interessantissima di Bafyo Pietroboni appoggiata sul tappeto musicale granitico e corposo offerto da una band ineccepibile.

Certamente ci sono molte ingenuità, ma sono tutte legittime e ben inserite nell’immaginario bucolico di una formazione che, come dimostra il moniker mutuato da quel piccolo paradiso che è la Val Listrea, a metà strada tra due laghi (Iseo e Benaco), infarcisce il proprio immaginario di un gusto agreste e naturalistico che diventa la chiave di lettura principale per la propria espressione.