solange_wigh2Etichetta: Columbia
Tracce: 19 – Durata: 39:12
Genere: R&B
Sito: www.solangemusic.com 
Voto: 9/10

Per il suo quarto album, Solange mette gli accenti sulla sua necessità di distinguersi nel panorama dell’odierno R&B puntando sulla ricerca, anche storica, dell’evoluzione della musica popolare, partendo dal gospel e arrivando all’hip hop passando per il jazz e per il pop.
When I Get Home è un disco senza soluzione di continuità, quaranta minuti scarsi composti da 19 brevi pezzi di estrema raffinatezza nei quali confluiscono esperienze, sensazioni e ispirazioni di grande livello, dallo Stevie Wonder sperimentale di The Secret Life of Plants (dichiarata musa dell’autrice in fase di scrittura), l’afro jazz di Sun Ra, le sperimentazioni di Steve Reich e LaMonte Young fino alle contaminazioni rock di David Byrne e David Longstreth
Con uno sguardo al passato, Solange mette le basi per la musica soul del futuro, destrutturando il concetto stesso di canzone, in favore di un flusso continuo di riflessioni che si concentrano nel limitare il gap, ahimè ancora tangibile nel mondo della musica pop, tra bianco e nero. Una cosa che per Knowles è stata fin da subito una necessità, che oggi appare ancora più evidente, è proprio il suo bisogno di confrontarsi con l’ambiente musicale dell’underground bianco americano, nel quale ha trovato la materia per colmare quel gap in maniera tanto semplice quanto esemplare. 
Concentrandosi sul concetto di “casa” (sia “home” che “house”), in questo lavoro l’autrice prova a smuovere sentimenti contrastanti in chiunque si senta andare strette le proprie radici; perché “casa” è la parola che usiamo per descriverle ma anche il rifugio in cui tornare quando ci sentiamo perduti. 
Il lavoro di composizione e di arrangiamento è impressionante, denso e tortuoso ma sempre appagante e sorprendente, grazie anche alla vocalità di Solange che si rivela il filo conduttore principale dell’intera opera nella sua straniante e lineare sottrazione di virtuosismi e sfrenatezze.
When I Get Home è un disco in cui Solange primeggia nonostante le decine e decine di collaboratori venuti a supportare il suo lavoro (da Steve Lacy a Panda Bear, passando per Pharrell Williams, Giovanni Cortez, Standing on The Corner, Gucci Mane e molti altri) che la lasciano emergere senza fatica, così come succede sempre quando si lavora a un progetto che è tanto definito quanto delineato in fase preliminare. A volerlo guardare in quell’ottica, per un disco R&B questo potrebbe anche essere considerato un difetto, ma stavolta è solo il mezzo per consegnarci un formidabile album, difficile anche da considerare “solo” R&B.

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