rilievo_amnesiaEtichetta: Volume Up
Tracce: 9 – Durata: 31:07
Genere: Indie Pop
Sito: Facebook 
Voto: 7/10

Nonostante le citazioni smaccate e talvolta spudorate (vedi Amnesia Vs. Space Oddity), il lavoro dei Rilievo è alquanto esemplare perché appoggia canzoni più che tradizionali nelle acciarpate basi del Lo-Fi e del DIY. A volte sembra di sentire vecchi provini di Garbo o registrazioni domestiche di un giovane Battisti (con un capolavoro del quale Vento nel vento condivide il titolo), altre volte sembrano i Velvet Underground in preda allo spaesamento della mezza stagione (Abbraccio nucleare) ed altre ancora viene fuori una psichedelia british degna della miglior stagione anni ’80 incrociata con la canzone “impegnata” della nostra Penisola (Come farò) giungendo fino a inaspettate derive progressive (Cavallo pazzo).
rilievo_bandSu tutto regna un’atmosfera strampalata, lunatica, straniante, con suoni in scatola e voci, filtrate da singolari riverberi, poggiate su tappeti di tastiere e/o pennate di chitarre acustiche. Apparentemente tutto si combina senza una regola precisa, con la fortuna del principiante che finisce per far combaciare tutto in maniera a dir poco perfetta, talmente perfetta che è impossibile pensare al risultato del caso e che invece diventa la chiave fondamentale per rendere i Rilievo l’unica possibile via d’uscita per il pop indipendente italiano. Un produttore “di grido”, capace di asciugare gli effetti e di conferire il “tiro” alla moda probabilmente rovinerebbe tutto perché Amnesia è perfetto proprio per quel rabberciato patchwork di intenzioni che lo rende unico e deliziosamente naïf.

 

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