moz_caliEtichetta: Ètienne
Tracce: 12 – Durata: 40:05
Genere: Pop Rock
Sito: morrisseyofficial.com
Voto: 7/10

Nel pieno della polemica sollevata dalla sua partecipazione al Tonight Show di Jimmy Fallon, durante la quale ha esibito una spilletta del movimento di estrema destra For Britain, Morrissey pubblica l’annunciato disco di cover dal titolo California Son.
La parafrasi è immediatamente palese e si riferisce al California Sun evocato durante la Summer of Love degli anni ’60 e cioè quel periodo dell’adolescenza del cantante che, per citare un brano di The Smiths, è denso di canzoni che “fanno sorridere, fanno piangere e che ti hanno salvato la vita” (Rubber Ring).

L’album, per certi versi anticipato dalla cover di Back on The Chain Gang di The Pretenders (non inclusa), raccoglie dodici brani piuttosto ricercati, degni di un appassionato di musica pop qual è Morrissey e pescati nel fondo dei repertori di Tim Hardin (Lenny’s Tune), Jerry Fuller (Lady Willpower, scritta per Gary Puckett), Laura Nyro via The 5th Dimension (Wedding Bell Blues), Roy Orbison (It’s Over), e perfino Joni Mitchell (Don’t Interrupt The Sorrow), Bob Dylan (Only a Pawn in Their Game) e Phil Ochs (Days of Decision) coi quali si fa perdonare per quella orribile spilletta. 
moz_singleL’album scorre in maniera estremamente piacevole con il protagonista che condivide volentieri il palco con ospiti di nome come Ed Droste dei Grizzly Bear, chiamato per condividere la riscoperta di Jobriath e di quel magnifico minor-hit che è Morning Starship, LP (su It’s Over) e Billie Joe Armstrong dei Green Day che mette in scena con Morrissey un delizioso duetto gay per Wedding Bell Blues.
Insomma, distantissime le derive rock degli Smiths o dei recenti album solisti, il cantante si è deciso finalmente a dar fuoco a quella miccia che aspetta da sempre di essere accesa e della quale ci ha sempre parlato col grande entusiasmo di chi ricorda la propria infanzia attraverso le note di una radiolina scricchiolante. Un tuffo nel suo passato, volto a farci incuriosire su alcune oscure pagine della musica pop che, chissà, potrebbero aprire varchi impenetrabili su dimensioni parallele tutte da scoprire.

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