circlelight_CDEtichetta: Autoproduzione
Tracce: 8 – Durata: 27:37
Genere: Pop Acustico
Sito: Facebook 
Voto: 7/10

Emanuele Durante, artefice del progetto Circlelight, è campano di nascita, bolognese d’adozione, inglese nell’anima e americano nelle intenzioni.
La musica inclusa in Ties And Struts è estranea a qualsiasi attitudine nazionale, chiamando in causa tanto Chris Martin dei (primi) Coldplay per una attitudine vocale al falsetto, quanto il Jeff Buckley più acustico, evocato da un gusto raffinato per l’arrangiamento e per il dosaggio sempre azzeccato delle strutture.
circlelightDurante ha un eccellente inglese che raramente tradisce le origini latine ma, lo stesso, la scelta di usare la lingua d’Albione per esprimersi, finisce col togliere anziché aggiungere. Sì perché l’inglese è come una specie di salvagente, in un ambito come questo, di quelli che aiutano a mascherare anche qualche magagna come testi poco interessanti o orchestrazioni mediocri. Ma… Ties And Struts magagne non ne ha, al contrario è un disco eccellente anche sotto quell’aspetto: i testi sono scritti benissimo e gli arrangiamenti saranno anche derivativi ma sono stupendi. Tuttavia il trucchetto dell’inglese, rischia di rendere l’album solo uno dei tanti, giocandosi proprio la più sagace possibilità di emergere. 
Mi rendo conto che deve essere difficile adattarsi a una lingua ostica come la nostra (ed anche che per canzoni di questo genere, l’inglese esca quasi in automatico) ma non mi pare che a fare la differenza, nel mondo della musica pop, ci sia mai stato qualcuno amante delle scorciatoie.