ronson-late-night-feelingsEtichetta: Zelig Records
Tracce: 13 – Durata: 43:11
Genere: Pop
Sito: markronson.co.uk 
Voto: 7/10

Quando uscì Nothing Breaks Like a Heart, affidata alla voce di Miley Cyrus, la reazione fu di entusiasmo più o meno unanime. “Se l’album manterrà questo standard – si diceva – per chiunque sarà dura reggere il confronto”. Ebbene, si rassereni la concorrenza perché l’album non ha mantenuto affatto quello standard e, al contrario, si allinea ai precedenti lavori firmati in prima persona da Mark Ronson circondando il singolone con una manciata di brani “efficaci” ma non altrettanto riusciti.  

Late Night Feelings arriva a ridimensionare le aspettative proponendo momenti di professionalità da studio talmente elevata da sovrastare la dose di “anima”; coi brividi, che a onor del vero ci sono, dosati col contagocce.
Knock Knock Knock (con la voce solista di Yebba), per dire, è un pezzo che fa saltare sulla sedia: linea di basso elettrico super-funk, atteggiamento retrò quanto basta e un tiro da top 10 che… proprio mentre siamo pronti ad accogliere un ritornello killer, finisce: un minuto e mezzo di abbozzo, senza senso, che ci lascia con un tale amaro in bocca da far passare in secondo piano anche il discreto numero successivo, Don’t Leave me Lonely (sempre con Yebba).
Quasi tutti i pezzi dell’album, un concept sul tema dei cuori infranti, hanno una produzione di qualità superiore (e vorrei vedere!), messi insieme coi suoni giusti e confezionati con livelli di conoscenza straordinari e le voci più acclamate del momento ma… mediamente destinati a scivolare nelle zone oscure della memoria.
Intendiamoci, stiamo comunque parlando di musica pop della più bell’acqua ma momenti straordinari come il country moderno affidato a Miley Cyrus (già un classico) sono lì a dimostrare che il potenziale è stato in varie occasioni sprecato in favore di una forma che forse (forse!) vincerà qualche loudness-war ma non renderà a Ronson la gloria che meriterebbe.
Un album che guadagna la sufficienza risicata grazie a pochi numeri: la title track è deliziosa grazie a una Lykke Li in stato di grazia, Find U Again nonostante la voce inqualificabile di Camila Cabello ha un incedere talmente fresco da diventare irresistibile e True Blue (niente a che vedere con…) offre a Angel Olsen la possibilità di affrontare un repertorio pop al quale dovrebbe pensare con serietà. Per il resto, Nothing Breaks Like a Heart da sola conferisce un punto in più al voto, esattamente come Uptown Funk aveva fatto per Uptown Special del 2015.

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