Anima-CDEtichetta: Unsustainabubble / XL Recordings
Tracce: 9 – Durata: 47:44
Genere: Elettronica
Sito: Anima
Voto: 6/10

Il quarto lavoro che Thom Yorke firma a suo nome è quello che rende maggiore giustizia al percorso di ricerca che, partendo dall’acerbo The Eraser e arrivando alla colonna sonora di Suspiria passando dal dignitoso Tomorrow’s Modern Boxes, il frontman dei Radiohead ha condotto con una certa peculiare linearità. Questo per dire che Anima è un album che non arriva a sorprendere chi conosce l’attività solista del musicista ma ne chiarisce alcuni moduli e certe intenzioni.
In buona sostanza questo album, a differenza dei precedenti, ha una componente emotiva molto importante che, nonostante il grande uso di apparecchiatura digitale, riesce a trasmettere un senso di partecipazione e di empatia quasi biologici.
Il meccanismo che l’ha in qualche modo generato deriva dalla teoria junghiana detta Anima e Animus dove, semplificando, si teorizza sull’influenza delle  componenti femminili inconsciamente intrinseche nell’animo maschile e viceversa, in un concetto di empatia superiore, che oltrepassa i concetti di gender annullando qualsiasi intenzione pregiudiziale.  
L’aspetto più strettamente compositivo, invece, oltre alla linearità del percorso di cui si parlava all’inizio, subisce, per stretta ammissione di Yorke stesso, l’influenza di Flying Lotus e in particolare della sua capacità di assemblare loop per farne pezzi di musica stratificata e intensa. In questo, l’apporto del fidato produttore Nigel Godrich è stato fondamentale nella sua capacità di raccogliere ed elaborare ogni disordinato frammento musicale che il collega gli inviava. Il suo taglia e cuci, perfetto e preciso, ha valore compositivo importante quanto quello di scrivere sul pentagramma (e difatti ogni brano è firmato tanto da Yorke quanto da Godrich) ed ha consentito a Thom Yorke di esprimersi vocalmente in un modo stupendamente libero e commovente.
anima_LPSe la strada ci sembra quella giusta, rimane sempre un vago senso di incompiutezza che se da un lato abbiamo imparato a riconoscere come cifra artistica, dall’altro rischia di disorientare nella sua smaniosa ricerca di una personalità ancora troppo offuscata dalla ricerca.
Ciò detto, Anima è un lavoro ben compiuto sebbene un tantino misurato, che presenta momenti convincenti in numero sufficiente a farci arrivare alla fine senza sbadigli ma conferma quanto ci è sempre sembrato ineluttabile, ossia che Thom Yorke riesca a dare il meglio di sé solo nell’ambito di team di persone che gli consentano di essere libero di esprimersi unicamente con la sua formidabile arma vocale.

Discorso a parte merita il video di 15 minuti realizzato per la promozione dell’album, distribuito su Netflix e in alcune sale IMAX e che vede alla macchina da presa Paul Thomas Anderson alle prese con una coreografia su tre brani (Not The NewsTraffic e Dawn Chorus), in una sorta di continuum che parte da Daydreaming dei Radiohead (il cui video era sempre di Anderson) e arriva, secondo le parole del regista, a evocare il suo capolavoro Il Filo Nascosto.

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