DD_LoroEtichetta: Funambulo
Tracce: 8 – Durata: 31:12
Genere: Pop
Sito: Ginevra / Cristina 
Voto: 8/10

Le due gran dame dell’indie rock italiano anni ’90 hanno dunque unito le forze per un (breve) album a quattro mani che ha il pregio di mettere in scena le diverse qualità delle due, senza lasciare mai che ce ne sia una a predominare, un compito piuttosto arduo quando le personalità individuali sono così spiccate.
La cosa bella di Ginevra Di Marco & Cristina Donà è proprio quella di non essere ciò che potrebbe sembrare, ovverosia il pretesto raffazzonato e sbrigativo di mettere in commercio un album solo per attivare un’agenzia di booking, sebbene la cosa sia stata comprensibilmente contemplata. Ciò che trasmette istantaneamente è più che altro la voglia semplice e diretta di fare qualcosa tra amici, di mettere insieme una manciata di brani (alcuni del tutto nuovi, altri già ascoltati) per suonare assieme, divertendosi ma anche ostentando educatamente professione e impegno.
A riprova di ciò c’è l’origine del progetto che nasce su Musicraiser, dove ha raggiunto l’obiettivo in due mesi e che, nelle intenzioni iniziali, rendeva disponibile l’album solo agli aderenti al crowdfunding. Il fatto che in soli altri due mesi si sia poi sentita l’esigenza di mandarlo nei negozi e sulle piattaforme di streaming, sebbene abbia un po’ disturbato le orde di fan esclusivisti, la dice lunga sull’affetto di cui godono Ginevra Di Marco e Cristina Donà.
Il disco è bello, piacevole, scorre come acqua fresca e appena finisce viene la voglia di farlo ripartire. Tre gli inediti: Un Passo Alla Volta, Camminare e Confine (col testo scritto da Francesco Gazzè) e cinque le riproposte, scelte con cura tra i due repertori individuali e che meglio si prestavano alla mescolanza delle due voci, inclusa una 1/365° messa in chiusura a sigillare il progetto, così come un po’ di anni fa servì a sigillare l’attività dei PGR.
In scuderia, come forse era inevitabile, una roccaforte risultata dalla combinazione dei consueti team delle due artiste con Francesco Magnelli e Saverio Lanza in prima fila.
Scevro di narcisismo e autoindulgenza (che forse ci si poteva aspettare) questo disco compie il piccolo miracolo di essere semplicemente piacevole, lasciando una porta aperta per un eventuale seguito ma scatenando in noi la voglia di riascoltare anche i dischi precedenti di queste inestimabili grandi interpreti.