iggy_lui_freeEtichetta: Caroline International
Tracce: 10 – Durata: 33:12
Genere: Rock
Sito: iggypop.com  
Voto: 8/10

Che Iggy Pop sia sempre stato più punk tra i suoi amici David e Lou non è una novità. Maestri e innovatori loro due, discolo e ribelle lui. Eppure quelle due anime erano, sono e saranno sempre le sue guide, vale a dire quelle che hanno sempre trovato il signor James Newell Osterberg dentro a Iggy Pop.
Ora, che quegli amici non ci sono più, Iggy cerca da solo il signor Osterberg a cui chiedere di poter raccogliere il testimone di quelle sue guide, per essere come loro: libero. Free.
iggy_freeStavolta Iggy dimostra una voglia matta di osare, molto, molto più di quanto pensasse di aver osato in passato. Ha necessità di muoversi, prima ancora che di sperimentare, infilando la chiave nella serratura della libertà, espressiva e umana. Free.
E per agevolare questa sensazione, Iggy ha bisogno di sostegno, si guarda in giro, ascolta, si emoziona e poi si ritrova. Chiama Leron Thomas e capisce che può diventare l’uomo dietro al progetto. È un musicista che arriva dal jazz (ma ha lavorato spesso in ambito R&B, facendo la differenza sul palco con Erykah Badu, Bilal e Dennis Ferrer) e pur sembrando lontanissimo dalle sfrenatezze punk dell’iguana, è a lui che viene affidato l’album, più o meno ciò che David Bowie fece con Donny McCaslin per Blackstar. Poi c’è Noveller, all’anagrafe Sarah Lipstate, giovane chitarrista newyorkese che ha incuriosito l’ambiente musicale per la sua voglia di sperimentare, applicando al suo strumento ogni tipo di device elettronico.
Sia Thomas che Noveller hanno preso l’incarico seriamente, consci che Iggy si sarebbe preso la parte principale anche quando sembrava mettersi in disparte. Perché Iggy frantuma le distanze, facendo sue e attuali perfino le parole che Lou Reed scrisse nel 1970 (We Are The People), perché Iggy riesce a far sbucare la sua immensa personalità anche quando recita i versi di Dylan Thomas (Do Not Go Gentle Into The Good Night) e perché, probabilmente, è uno degli ultimi grandi cardini della musica popolare a non aver ancora smesso di credere nel futuro.