tool-fear-inoculum_CDEtichetta: Tool Dissectional
Tracce: 8 – Durata 79:10 (CD)
Tracce: 10 – Durata: 86:38 (DD)
Genere: Rock
Sito: toolband.com
Voto: 7/10

Caricato da un hype elevatissimo, dovuto principalmente allo stato di culto di cui vive la band dei Tool e in seconda battuta al decennio abbondante che separa l’annuncio di Fear Inoculum dalla sua uscita, il quindo album del gruppo di M.J. Keenan è stato accolto da un entusiasmo che, a scanso di equivoci, da queste parti è sembrato un tantino eccessivo. Si tratta certamente di un buon disco ma non contiene nulla che possa spostare di una virgola quanto fino ad oggi sia stato scritto, sia da noi critici che da loro artisti.
Di certo il disco sotto il marchio che accomuna il quartetto, dopo divagazioni e digressioni in altri generi, formule e side project, ha avuto una gestazione lunga (con problemi anche di carattere “legale”, conseguenti all’azione mossa dalla Volcano Records qualche anno fa e che si trascina fino ai giorni nostri) che i Tool sono stati capaci di trasformare in una sorta di promozione, al grido lessinghiano de “l’attesa del piacere è essa stessa il piacere“.
tool_logoEppure, al netto di ciò, Fear Inoculum rimane un buon disco di musica rock, suonato e interpretato da una band particolarmente incline all’aspetto tecnico, che non perde occasione per mettere in mostra la capacità di esprimersi in modalità pedagogica e didascalica senza che questi termini assumano mai accezioni negative.
Se vogliamo cercare le novità, possiamo dire che rispetto alla cupezza di certi episodi del passato, questo disco propone una maggiore apertura nei suoni: la ritmica, in particolare la batteria, si destreggia tra intrecci percussivi affascinanti che nascondono una complessa struttura di tempi dispari e di rincorse cronometriche, sempre educatamente abbinati alla sicurezza delle linee di basso. La parte più prog dei Tool questa volta sembra prendere il sopravvento in un’oculata scelta incline a certe preferenze del pubblico. Brani molto lunghi (solo due sotto i dieci minuti), dilatazioni strumentali e un uso della voce più  brillante e centellinato, fanno di Fear Inoculum l’oggetto del desiderio di una fedelissima fanbase che, per altro, ha premiato il lavoro mandandolo direttamente ai vertici della classifica.
Certo, siamo un po’ fuori tempo massimo per sperare che un album con queste sonorità possa diventare un classico ma certamente saprà trovare un posticino nel cuore degli appassionati come una manifestazione libera, consolatoria e rassicurante dell’efficacia del rock quale espressione artistica di genere, storicizzata o consolidata che sia.