LDR_NFR_CDEtichetta: Polydor
Tracce: 14 – Durata: 67:14
Genere: Pop
Sito: lanadelrey.com 
Voto: 6/10

Al traguardo del quinto album, Lana Del Rey si trova nella posizione di dover mettere insieme un lavoro che coniughi l’allure da icona-pop alla consacrazione ufficiale e definitiva della sua maturazione artistica.
Norman Fucking Rockwell!! ci riesce piuttosto bene, proponendo un lavoro adulto e consapevole che dietro alla celebrazione dell’opera di Norman Rockwell, nasconde il bisogno di allontanarsi dagli ammiccamenti sexy per imporre una coscienza femminile più moderna e in grado di sopravvivere in quest’epoca in cui ogni donna del pianeta sente di poter finalmente respirare un po’ d’aria che non sia “contaminata” da maschi (magari inconsapevolmente) arroganti. 
Quello che appare eloquente fin dal primo ascolto è che in questo lavoro vince soprattutto la scrittura, sia delle liriche che dei pentagrammi, che si delinea in un concept ben congegnato attraverso le perversioni e le disillusioni dell’America di oggi e, per riflesso, del mondo intero. LDR_HerLana Del Rey dialoga con l’orchestra, sempre unicamente al suo servizio, e ottiene un metodo espressivo che ammicca al sadcore per inoltrarsi in ambiti sicuramente poco adolescenziali, compiendo passi inevitabili quando si vuole fidelizzare un pubblico che cambia età di pari passo con l’artista.
I difetti però ci sono e si riscontrano in particolare in una certa monocromia delle timbriche e nella durata totale di un album che, nonostante l’inserimento di una cover di un vecchio pezzo reggae che spezza in qualche modo la tensione (Doin’ Time dei Sublime), appare un tantino eccessiva. A trarne maggior svantaggio è l’attenzione che fatica a rimanere alta per tutti i 67 minuti di un album costruito interamente su ballate minimali, flebili e uniformi. Due/tre pezzi in meno avrebbero giovato anzichenò nonostante le qualità interpretative davvero indiscutibili della cantante.

Di buono rimane l’intenzione, che appare centrata e a fuoco; con la “musa” Norman Rockwell che se inizialmente appare come uno stratagemma, approfondendo lascia intravedere l’ispirazione oltre che l’azzardato accostamento.
Prodotto da Jack Antonoff, Norman Fucking Rockwell!! è un lavoro talmente ambizioso da interdire. Non è difficile trovarlo in qualche momento eccessivo ma stupisce per la capacità che ha di sembrare comunque illustre e autentico. È come se il disco stesso ci costringesse a sospendere il giudizio, quasi fosse lui stesso a chiedere ancora qualche anno per essere compreso. Il punto è che il lavoro è il frutto di uno switch artistico talmente efficace che, mentre il giudizio è sospeso, ci consente di godere delle deliziose canzoni che lo compongono, senza farci troppe domande.