liam_wmwn_vertoEtichetta: Warner
Tracce: 11 – Durata: 39:30
Genere: Rock
Sito: liamgallagher.com 
Voto: 7/10

Vedetela così: una volta stabilito che il rock non è più la musica della ribellione adolescenziale e data per assodata la sua ascesa a musica “di genere” al pari del jazz, esserne appassionato diventa una bella gatta da pelare: per trovare un prodotto di categoria con davvero qualcosa da dire, devi rivolgerti ai (soliti) campioni. Ti serve Bruce Springsteen oppure Alex Turner, vuoi il carisma di Iggy Pop o la dialettica di P.J. Harvey… Altrimenti, e lo dico senza sminuire la categoria, ti dovrai “accontentare” di chi pratica il verbo a puro scopo di svago, conscio che sarai al cospetto di qualcosa di fugace, pressoché inutile ma dannatamente divertente. E se vi serve un nome, eccolo: Liam Gallagher.
liam_luyIl suo nuovo Why Me? Why Not. propone la più credibile delle offerte perché è genuina e divertente, densa di consapevolezza di eludere qualsiasi ambizione sperimentale e, al contrario, mossa unicamente dal sacro fuoco dell’intrattenimento. 
Liam mette insieme una manciata di brani vivi e sinceri che non hanno mai nemmeno il più lontano sapore di tavolino. Considerando che, probabilmente, è proprio a tavolino che sono nati, l’apparenza di autenticità diventa all’istante un plusvalore. Ci mette John Lennon (Once), gli Oasis (The River), un pizzico di The Smiths in salsa Bacharach (Gone), un vago retrogusto Rolling Stone(s) Roses (Invisible Sun) e una scrittura generale che sarà anche debitrice di tutte quelle muse ma risulta squisitamente piacevole.
Non fila tutto liscio: nonostante la durata contenuta, il disco ha qualche piccolo cedimento che si manifesta con maggiore intensità nella seconda parte quando i brani iniziano a sembrare un po’ meno efficaci o forse semplicemente traditi da una certa prevedibilità. Ma Liam Gallagher è, in fondo, onesto anche in questo. Conosce i suoi limiti e conosce bene i suoi fans e mette in vendita nient’altro che un nuovo numero di catalogo, bello, dritto e divertente e fatto alla solita maniera, conscio (così come il suo pubblico) di non poter ambire a scrivere Eleonor RigbyHow Soon is Now ma che in fondo… chissenefrega? E, pensandoci bene, ecco lì il titolo dell’album perché un assunto come questo, in mano a chiunque altro, fallirebbe miseramente mentre Liam riesce a farne una scuola. Chi, se non lui?