brittany-howard-2019.jpgEtichetta: ATO Records
Tracce: 11 – Durata: 35:11
Genere: R&B
Sito: brittanyhoward.com
Voto: 8/10

Alla prima prova solista, Brittany Howard ha scelto di accentuare gli aspetti musicali che, in seno agli Alabama Shakes, le erano un po’ preclusi a causa di una scelta fondamentalmente rivolta a un pubblico mediamente avvezzo al rock-blues.
In questo disco, Howard si libera in guizzi jazz, chiede (e ottiene) ritmiche ricercate, cerca di svicolare dalla facile gigionaggine dei “giri di blues” e imposta l’impianto con un approccio magnificamente intimo e personale (la Jaime del titolo è la sorella maggiore, morta all’età di 13 anni per malattia). 
L’album si snoda in un turbinio di citazioni (da Mavis Staples a Prince, passando per Marvin Gaye e Billie Holiday) ma mantenendo altissima la direzione personale che forse lascerà un po’ perplessi i seguaci della sua band di origine ma che non mancherà di consentirle l’ingresso nel gotha della grande musica popolare di questo secolo.
Con uno switch che la traghetta nella maturazione necessaria, Jaime consente a Brittany di esprimersi in totale libertà, esteriorizzando concetti che passano con disinvoltura dall’autobiografia (Goat Head) all’impegno sociale (History Repeats), sempre tenendo la guardia alta prima di tutto per la necessità di non poter cantare “solo” di sciocchezze romantiche e, in seconda battuta, mettendoci dentro le passioni coltivate in una vita dedicata alla musica.
A darle man forte, oltre al collega degli Alabama, Zac Cockrell, anche Nate Smith e un immenso Robert Glasper che impreziosiscono il lavoro con inestimabili arricchimenti, sempre attenti nel lasciar emergere prima di tutto la personalità di Brittany (e di sua sorella Jaime).