roberto ventimiglia-2Etichetta: Gusville 
Tracce: 9 – Durata: 28:13
Genere: Pop Rock
Sito: Facebook
Voto: 6/10

Certo è molto più “semplice” e anche forse anche apparentemente più indicato usare l’inglese quando ci si esprime con un linguaggio come il pop-rock di tipo classico ma talvolta scegliere la via più facile non corrisponde esattamente a fare anche quella più efficace.
Un album come Raw del laziale Roberto Ventimiglia è un piccolo gioiello di autoproduzione che colpisce fin dal primo approccio: l’impostazione grafica, curata da Tiziano Casola, è molto bella, arricchita nel booklet da alcuni ritratti fotografici dell’autore scattati durante la sua infanzia, fino agli anni della fanciullezza, a corredare i testi e le note di copertina. A metterlo a suonare ci si accorge che le canzoni sono tutte deliziose e basate su delicate strutture folk/pop che prendono a mani basse un po’ da tutto lo scibile del genere ma risultano ugualmente molto originali e piacevoli.
A far crollare tutto c’è un uso dissennato di una lingua così evidentemente estranea alla conformazione fonetica di Roberto che, forse immaginando di poter accedere a un mercato internazionale in cui l’italiano fatica ad essere apprezzato, ha fatto una scelta che finisce per svilire un prodotto/progetto che altrimenti non avrebbe il ben che minimo difetto. 
Inoltre, mi si perdoni se apparirò ingeneroso, credo che il mercato d’oltreconfine non sia così smanioso di conoscere una autore come Ventimiglia mentre invece quello italiano potrebbe affiancarlo in modo credibile a colleghi come Riccardo Sinigallia o Niccolò Fabi coi quali evidentemente Roberto condivide molte passioni.
Insomma: ci serve una seconda prova, che sia anche quella semplice di ascoltare queste stesse identiche canzoni in italiano, così da cancellare l’aria provinciale che la lingua di Albione inevitabilmente conferisce loro.