Eminem_mtbmb_CDEtichetta: Shady
Tracce: 20 – Durata: 64:11
Genere: Rap
Sito: eminem.com 
Voto: 7/10

Giunta a quota 11, la discografia ufficiale di Eminem può viaggiare serenamente in autonomia, lasciando il suo autore libero di emanciparsi dagli incarichi noiosi della promozione. Ma Eminem non è proprio uno che si defila, tutt’altro, semmai è uno che ama (fare) le sorprese così, come per il precedente Kamikaze, questo nuovo Music to Be Murdered By arriva senza preavviso, rinunciando perfino all’opportunità di usare il maestro Alfred Hitchcock (al quale ha rubato titolo e concept di copertina) per un promo presumibilmente efficace, relegandolo a una “semplice” traccia #4 dell’album (Alfred).
alfred_mtbmbCosì, questo arrivo a sorpresa è strategicamente uno dei modi migliori per evitare la cosiddetta “attesa per un disco atteso” che ne sminuirebbe il reale valore. Perché ci sono due cose sulle quali è diventato impossibile discutere e se la prima è che Eminem è un fuoriclasse di inestimabile bravura, la seconda è che a uno di 47 anni è difficile richiedere la spinta innovativa che la musica popolare si aspetta.
L’extrabeat in coda a Godzilla è di quelli che lasciano senza fiato così come il dissing  diretto a MachineGun Kelly su Unaccommodating è molto ficcante ma… come dire, sono cose che somigliano alla chitarra sfasciata di Pete Townshend: numeri acrobatici diventati il signature-touch al quale è difficile sottrarsi.
Eminem tenta (e parzialmente riesce) a tenere il piede in due scarpe: allungandosi verso il pubblico più giovane senza rischiare di perdere quello storico e lo fa senza mescolare le carte andando due direzioni differenti e distinte:

Direzione uno
– Eminem cerca strade meno consuete e funziona sia quando affronta il pop coi featuring di Skypar Grey (Leaving Heaven) e Ed Sheeran (Those Kinda Nights) sia quando s’addentra nei territori giovanilistici della trap con Don Toliver (No Regrets) e Young M.A. con cui si scaglia contro l’uso sconsiderato delle armi da fuoco rievocando il tragico attentato di Manchester, dopo il concerto di Ariana Grande (Unaccomodating).

Direzione due
– Eminem riconosce di non essere più un ragazzino e si rifugia nella comfort zone della “sua” vecchia scuola chiamando il fidato sodale Dr.Dre (alla regia di ben cinque brani), convocando Black Thought, Q-Tip & Denaun per una Yah Yah che più anni ’90 non si può, pretendendo Anderson.Paak su un rappettone downtempo/TR-808 da pelle d’oca (Lock it Up) e, buon’ultimo, infilando in scaletta un classico tra i classici come The Sound of Silence di Simon & Garfunkel, trasformandolo in un elogio al’oscurità (Darkness).

In buona sostanza, Music to Be Murdered By potrà anche essere liquidato semplicemente come il solito nuovo disco di Eminem, ma attenzione! Non va sottovalutata la capacità di Slim Shady di sorprenderci, fosse anche solo per un quasi impercettibile ma significativo mea-culpa riferito alle discutibili esternazioni omofobiche del 2018 contro Tyler, The Creator e Earl Sweatsshirt (No Regrets).
E così, magicamente, tenendo distinte le due direzioni, si trova il modo più interessante per farle convivere, senza sconfinare in imbarazzanti pastrocchi. E, sebbene ci sia parecchio di già visto/già sentito, tra invettive contro il patrigno violento (Stepdad) e insulti ai giornalisti di riviste musicali che hanno osato stroncare i suoi dischi (You Gon’Learn), Eminem ci mette al cospetto di un lavoro che ribadisce il valore di un artista su cui non è proprio possibile discutere. Nemmeno stavolta.