brunori cipEtichetta: Island
Tracce: 11 – Durata: 39:36
Genere: Pop, Cantautori
Sito: brunorisas.it 
Voto: 6/10

Si sente che Dario Brunori vive tra le montagne. O meglio, si sente che il suo nuovo disco è stato scritto in un luogo così puro perché Cip!, fin dal titolo, pullula di riferimenti alla natura e alla sua debordante potenza.
Nel brano uscito in anticipo (Al di là dell’amore) Brunori Sas sembrava smanioso di smarcarsi da quelle influenze che lo rendono poco personale azzeccando un brano che, al netto di qualche ingenuità di produzione, appare come una brillante pagina di musica leggera in grado di far passare un bel messaggio in un momento di odio imperante.

Per il resto, siamo al cospetto di un disco poco più che discreto, difficile da promuovere a pieni voti proprio per la ritrosia del suo autore a venir fuori musicalmente, preferendo affidarsi a metodi e canoni già illustrati da colleghi storici che appaiono in varie forme (talvolta smaccatamente imbarazzanti) e che prendono in causa Daniele Silvestri, Claudio Lolli, Lucio Dalla, ossessivamente Francesco De Gregori ma… (quasi) mai Dario Brunori.
Questa è la cosa che maggiormente dispiace nell’affrontare il suo nuovo disco perché si capisce perfettamente la brillantezza della sua penna ma anche l’invadenza di un pertinace citazionismo, aggravato dal fatto di essere scritto e pensato proprio per essere tale, come un esercizio che confinato a un album tematico avrebbe senso ma che distribuito in un’intera carriera lascia tutti un po’ insoddisfatti.
La nostalgia per la canzone d’autore fastosa e intelligente degli anni ’70 è evidentemente una buona matrice di propulsione ma, anche in Cip! come già nella discografia pregressa di Brunori, a mancare è proprio l’autore che forse dovrebbe cominciare a prendere in considerazione di essere più poeta che musicista, provando a cercare collaborazioni che rendano le belle parole che scrive, finalmente più efficaci.