OK, d’accordo… la scaletta ripercorre lo stesso schema di quella di ieri, con lo scontro eliminatorio dei giovani a inizio serata e poi i rimanenti 12 “big” intervallati da mummie, ospiti, vallette, comici, promozioni e réclame. 

Partiamo? Dai!

Daje de duello de’ giovani:
Gabriella Martinelli e Lula Vs. Fasma è il primo scontro. Le prime due sono una coppia di ragazze chic-abbestia e cantano un pezzo (Il gigante d’acciaio scritto da loro) rock elettronico di sconcertante vecchiume. Impreziosito (?) da una vocalità impostata che nulla c’entra con l’arrangiamento, finale rap old-skool che mette una tristezza per lo sforzo di sembrare giovani senza riuscirci anche quando lo si è veramente. Per sentirmi vivo, scritto da Fasma e Zammarano è il pezzo che rende ufficialmente obosleto l’autotune. Un po’ rap, un po’ rock e molto nulla. Lui, il cantantino fa tenerezza per quanto è fuori contesto. Credo che un concorso alle Poste lo salverà.
Difficile scegliere chi rimandare a casa ma l’onore va a Martinelli e Lula. beh, dai almeno sono in due: dividono le spese della benzina.

Secondo scontro: Marco Sentieri Vs. Matteo Faustini. Il primo è vestito come Uma Thurman in Kill Bill e canta Billy Blue (Di Giampiero Artegiani). La crasi perfetta è Kill Billy. Si lo so. E insomma, sto Sentieri è una specie di Anastasio, di quelli che rappano raccontando storie. Lui però, a differenza dell’altro, racconta storie di fantasia (si spera) sul genere di Faletti, per farvi capire, nelle quali infila messaggi anti bullismo. A un certo punto perfino prova a cantare e a noi viene da piangere, poi ci infila un te-teown di chitarra elettrica e ululiamo di dolore. Eppure… ne esce, in qualche modo. Non credo che i giovani siano così. Penso che siano tutti mediamente meglio. Però, ammetto, non è malaccio.
Nel bene e nel male (di Faustini, Rettani) è invece il pezzo del suo antagonista. Un ragazzone smilzo e triste che (pensa un po’) più che altro parla, accennando melodie solo occasionalmente su una struttura che invoca il cantautorato classico, assieme a Tiziano Ferro, Marco Mengoni, Povia e King Krule. …… No, dai, scherzavo: di King Krule manco l’ombra.
Tra i due non c’è paragone. Stavolta siamo d’accordo tutti: passa Sentieri, nonostante il vestito.

Brodo allungato. Ieri gli ascolti sono andati bene e stasera se ne approfittano: MAIALI, LURIDI APPROFITTATORI.

Piero Pelù Gigante
(P. Pelù e L. Chiaravalli)
La gara inizia alle dieci passate. Voi direte che me la cerco, che potrei andare a letto o al bar; e avete ragione. Ma poi chi vi sente? Joyello, perché non hai scritto le cose di Sanremo? Vi conosco! Comunque, non meniamo il can per l’aia: Pelù è Pelù. Lui faceva pietà anche agli esordi, quindi non ci sorprende che lo faccia anche oggi che affronta il Sanremo: questa è coerenza. Però è simpatico, fa il fracassone senza motivo, si atteggia a Iggy Pop ma sembra uno dei Muppet e alla fine la sua canzonetta dedicata al nipotino, fa tenerezza, fila via liscia senza farci male. 6/10

Elettra Lambroghini Musica (E il resto scompare) 
(M. Canova e D. Petrella)
Enzo Campagnoli, che dirige l’orchestra, sembra il capobanda di un gruppo di liscio romagnolo. Adorabile. Elettra “pompom” Lamborghini porta la canzone che tutti si aspettavano. Latin disco, popettòn pronto per rimbombare nell’autoradio del tamarro di turno e lei che è (sorprendentemente) negata per il palco: impacciata, spaesata, neanche un po’ di pole dance, solo un accenno semi-imbarazzato di twerk nell’occasione mancata di scatenare il confronto con J.lo e Shakira al Superbowl. Il titolo del pezzo si presta a mille giochi di parole crudeli ma io non voglio mescolarmi con voi haters, io no! Mi distinguo, Che voto gli do? Sono davvero incerto. Ma sì, dai potrei essere la sua unica soddisfazione: 10/10

Enrico Nigiotti Baciami adesso 
(E. Nigiotti)
Tra i pochissimi a portare un pezzo totalmente autografo, Nigiotti forse potrebbe cominciare a prendere in considerazione la scelta di fare l’interprete. Vuoi che Tony Maiello non te lo scriva un pezzo? Ma anche Tommaso Paradiso, eh? Tanto, guarda, peggio di così non può andare. Baciami Adesso è una canzone senza stile, scialba, sguarnita di fascino, con un ritornello che fa rimpiangere kekkodeimodà.  siccome è rock, ci mette anche un assolo di chitarra (da lui suonata). Che pietà. 4/10

Levante Tikibombom
(C. Lagona)
La virata artistica di Levante, coincisa con il cambio di editore, ha il suo apice nella sua presenza a Sanremo dove ambisce alla consacrazione. Il brano è boriosamente corpulento, l’interpretazione vocale è esageratamente caricata, punta a un effetto “da stadio” rischiando di lasciarci le penne. Non riesco a comprendere, sinceramente, perché abbia così tanto credito. Però lei è bellissima. 4/10

Pinguini Tattici NucleariRingo Starr
(R. Zanotti)
Il gruppo più luppolato d’Italia, rappresentanza dell’indie italiano al festivàl, si approccia con disinvoltura al palco inquietante dell’Ariston dedicando, gigionescamente, una canzone ai medi quelli che, come recita il testo, in un mondo di John e di Paul, sono Ringo Starr.
Niente di ché, intendiamoci, siamo dalle parti de Lo Stato Sociale di due anni fa, ma c’è una bella atmosfera di quelle che si respirano quando non stai mettendo in gioco la tua vita ma sai che stai facendo solo una bella esperienza, 8/10

ToscaHo amato tutto 
(P. Cantarelli)
Tosca sceglie di affidarsi a un suono evergreen che le permetta di agire all’interno di una comfort-zone che le si addice. Lei sa cantare e un Sanremo l’ha già vinto. Giunge al festival con un pezzo “di mestiere” con dentro una bella dose di cuore. Purtroppo passerà mediamente inosservata. Ma un bel giro nei teatri a primavera è assicurato. 7/10 

Tra momenti solidali, sketch di Fiorello, Tiziano Ferro con Massimo Ranieri, la reunion dei riccheppoveri in pleibek, il nutella stage e Zucchero sono le 00:20 e mancano ancora sei canzoni della gara che, vorrei ribadirlo, è ciò per cui tutto questo esiste. 
No, “amici” della Rai, non siete maiali: siete delle vere autentiche puzzolenti MERDE! Non avete rispetto nemmeno per chi, come quell’imbecille del sottoscritto, è mosso da una sincera passione. Meritate l’infamia, l’odio e lo scherno che tutti vi rivolgono e contro il quale io mi sono sempre battuto, fino ad ora. Meritate il peggio.
Quindi scusate, amici di fardrock, farò una piccola insignificante azione di protesta. Perché… Eh, perché, chi ce la fa a reggere un’altra ora (almeno) per dirvi come saranno queste sei canzoni in gara? Considerando, per altro che deve arrivare ancora anche un altro super ospite (Gigi D’Aessio)?
Mi dispiace. Mi dispiace per voi che ci tenevate ma evidentemente la parte qui sotto del mio post resterà così, in bianco, a futura memoria dello sgradevole costume di una sconvolgente insensatezza. Un vero peccato, potevamo divertirci.

Giordana AngiCome mia madre
(G. Angi e M. Finotti)

Francesco Gabbani
Viceversa 

(F. Gabbani e L. De Crescenzo)

Paolo JannacciVoglio parlarti adesso 
(E. Bassi, M. Bassi, A. Bonomo e P. Jannacci)

Junior CallyNo grazie 
(A. Signore, J. Ettore, E. Maimone, L. Grillotti e Merk & Kremont)

RancoreEden
(D. Faini e T. Iurcich)

Michele ZarrilloNell’estasi o nel fango
(M. Zarrillo e V. Parisse)