weller-roomEPEtichetta: Ghost Box
Tracce: 4 – Durata: 7:34
Genere: Sperimentale
Sito: paulweller.com 
Voto: 6/10

Sette minuti e mezzo che formano un quadrifoglio di accenni alla musique concrete, assemblati in maniera interessante e decisamente vintage, costituiscono l’ultima uscita discografica di Paul Weller che, conoscendo la sua arte, ha probabilmente a che fare con l’ammirazione per i Fab Four prima che con le sperimentazioni di Pierre Schaeffer.
In Another Room è un EP con quattro tracce che evocano le digressioni avanguardiste di Carnival of Light sebbene, nell’insieme, non superino la durata di Revolution 9.
È composto da l
oop di nastri, riprese ambientali, canti etnici, campane, cigolii e vario rumoreggiare ben assemblato in un pacchetto che ha solo il difetto di apparire un po’ troppo fugace. Gli esperimenti di questo tipo generalmente si snodano su durate dilatate che consentano all’ascoltatore di ambientarsi in un tessuto sonoro che liberi la sua immaginazione. Queste piccole gemme, sia pure squisitamente confezionate, subiscono al contrario una certa restrizione ma rimangono comunque un bell’esempio del coraggio che Weller ha sempre dimostrato. L’ultima delle quattro tracce, per dire, esce dallo schema proponendo un breve tema per pianoforte (decisamente mccartiano) che restituisce una serenità (tonale) dopo l’ansia generata dai tre numeri precedenti. 
Non male ma… il concept che ha generato In Another Room rimane un po’ oscuro lasciandoci solo un gran desiderio di approfondire. La speranza, a questo punto, è che Weller abbia voglia di provvedere, magari con un’opera più complessa e completa. Per uno con la sua storia, potrebbe essere un punto di svolta davvero efficace e interessante.