OPISEtichetta: Autoproduzione
Tracce: 9 – Durata: 23:30
Genere: Alt-Pop
Sito: Facebook
Voto: 7/10

Otto tracce ufficiali e una nascosta nelle note di copertina compongono il pacchetto dell’esordio del duo Our Place In Space, formato da Alberto Busi e Lisa Bonvicini Stermieri. La loro proposta è un’elettronica dal carattere vintage che ammicca a Bowie (Running) ma anche a The Human League della prima ora, per un recupero piuttosto riuscito di un genere che, superato dall’evoluzione della tecnologia, ha raggiunto lo status di culto restando cristallizzato nel tempo. Siamo nei paraggi del primo electro pop britannico, fondamentale e seminale per molta della musica venuta nei decenni successivi e talmente pionieristico e avanguardista da avere, oggi, una identità di tutto rispetto (cfr. Thomas Leer, Fad Gadget, Monochrome Set, John Foxx…).
Anche se (presumibilmente) Busi ha prodotto il lavoro utilizzando plug-in e repliche digitali delle storiche suite analogiche di allora (TR808+TB303 o SuperDrums+SAS-20), il suono rimane molto fedele a quello dell’epoca nella ricostruzione di un mondo davvero peculiare.
Attorno a queste nove brevi composizioni, Our Place In Space hanno creato una sorta di concept dalle tinte vagamente grevi che ambisce a posizionare l’umanità e gli uomini nella giusta (microscopica) dimensione rispetto all’immensità del Cosmo.
Con questi presupposti è difficile pretendere quel pizzico di ironia che avrebbe certamente giovato ma, nel complesso, il disco scorre senza la minima increspatura. E tanto basta.