Nell’estate del 1969, nella parte nord di Central Park a New York si tenne un festival di musica nera dal titolo Harlem Cultural Festival con presenze del calibro di Nina Simone, Stevie Wonder, Mahalia Jackson, Gladys Knight & The Pips, B.B. King e molti altri. A causa della concomitanza col celebre concerto di Bethel, il festival di NYC è molto più noto con il nome di Black Woodstock.
Fu un evento gigantesco, che attirò all’incirca 100.000 persone. Il dipartimento di polizia di New York rifiutò di occuparsi del servizio di sicurezza, così l’organizzazione affidò l’incarico alle Pantere Nere.
Black_Woodstock_1969Black Woodstock si svolse in un momento cruciale per i neri americani. Le cause per i diritti civili e il movimento black-power, in quei giorni stavano vivendo un periodo di grande tensione ad Harlem ed era lecito aspettarsi anche qualche tafferuglio. E invece la musica riuscì in uno dei suoi piccoli miracoli portando, per qualche giorno, un clima di serenità e speranza alieno alla rigida militanza di quel periodo.
Un produttore televisivo, Hal Turchin, che ha ripreso il concerto per tutta la sua durata, ha cercato di realizzare uno speciale evento televisivo da vendere alle emittenti americane ma si sentì rispondere, senza mezzi termini, che non c’era alcun interesse per un festival di musica nera.
Quello che Turchin riuscì a realizzare fu solo un estratto di circa un’ora da proporre al mercato internazionale mentre le altre 50 ore di riprese rimasero inedite.
Nel 2006 finirono tra le mani di un certo Joe Lauro, impiegato all’Historical Films Archives (la più grande collezione di filmati musicali degli Stati Uniti) che cercò di utilizzarle per un cofanetto/DVD intitolato Harlem 1969 ma l’ignota e bizzarra maledizione che si è accanita su quei filmati, mandò piani di Lauro in un interminabile stand-by.
Un giornalista della rivista Arthur lanciò anche una petizione affinché gli avvocati di Turchin ne acconsentissero la pubblicazione ma dal primo contatto col procuratore venne fuori che le riprese del festival erano opzionate da una azienda anonima per altri sei mesi.
Allo stato attuale, non ci sono notizie riguardo Harlem 1969 e le uniche cose di Black Woodstock reperibili su YouTube (vedi sotto) sono spezzoni dell’esibizione di Nina Simone (pubblicata anche in CD nel 2005 col titolo di The Soul of Nina Simone) e di Sly & The Family Stone, unica band ad aver partecipato anche all’altro festival di Woodstock.
Un articolo dedicato al film, apparso su un blog americano nel 2007, si augurava l’elezione a Presidente di Barack Obama come veicolo verso una sua definitiva uscita. Ma neanche un presidente nero, effettivamente eletto un paio di anni dopo, riuscì a sbloccare la situazione.  Nell’articolo veniva citato questo toccante frammento dal discorso che Roebuck Staples degli Staple Singers fece dal palco del festival (foto in alto), durante la loro esibizione:
(…) Andavamo a cercare lavoro e non lo ottenevamo. E sappiamo bene il motivo… Ma ora abbiamo un’istruzione. Possiamo chiedere ciò che vogliamo, vero? Bambini, andate a scuola e di imparare tutto quello che potete. E chi lo sa? Un giorno potreste anche diventare Presidente degli Stati Uniti.
Nel 2019 il Future x Sounds & City Parks Foundation Summerstage ha organizzato ad Harlem una celebrazione per il 50° anniversario dell’evento durante la quale iniziò a girare la voce che Questlove di The Roots avrebbe affrontato il suo esordio alla regia con un documentario su Harlem Cultural Festival ma, anche questa volta, ogni notizia al riguardo sembra essere svanita nel nulla.

Sly & The Family Stone, New York City 1969,  Black Woodstock 

 

Nina Simone, New York City 1969,  Black Woodstock