cilio_libroEditore: Crac
Fotografie: Fabio Donato
Pagine: 99, brossura

Questo omaggio a Luciano Cilio, messo su carta dalla Crac di Falconara Marittima, si prende la briga di celebrare l’opera di uno tra gli artisti più interessanti dell’Italia del secolo scorso. Si tratta di un piccolo volume (e verrebbe da dire ingiustamente piccolo se non fosse per la cura e l’eleganza con cui è stato confezionato) dedicato all’opera di un un “musicista per caso”, giunto al mondo del pentagramma come prolungamento della sua attività nell’ambito dell’architettura e in particolare della sceneggiatura. Napoletano e figlio dell’avanguardia degli anni ’70, in seno ai progetti del celebrato Teatro ESSE, Cilio ha lasciato un segno indelebile nel mondo della musica contemporanea praticamente con un unico lavoro finito ufficialmente su disco (Dialoghi del Presente, quattro lunghe composizioni per per archi, fiati, coro, pianoforte e percussioni – EMI, 1977) ma contribuendo in maniera pressoché costante a produzioni e progetti legati alla divulgazione di un concetto musicale ambizioso che combina soluzioni atonali con la musique concrete, esplorando le immense opportunità delle relazioni tra timbrica e melodia.
Un suo album registrato per la Cramps di Gianni Sassi non fece in tempo a vedere la luce (a causa del fallimento della stessa etichetta discografica) ed è ancora oggi inedito e, con la speranza che prima o poi qualcuno si decida a stamparlo, ci si può accontentare di una raccolta, uscita nel 2004 per Die Schachtellucianocilio che contiene molti brani mai pubblicati tra tutti quelli registrati da Cilio durante gli ultimi anni di attività.
Luciano Cilio è morto suicida nel maggio del 1983 all’età di 33 anni.
Il libro, scritto da Girolamo De Simone (musicista che da anni si prodiga per mantenere vivo il suo ricordo) con Luca Buonaguidi (autore di numerosi libri di musica ma anche di viaggio), Salvatore Setola (l’autore principale delle “pietre miliari” di OndaRock) e Fabio Donato (Fotografo napoletano attivo negli stessi ambienti d’avanguardia frequentati da Cilio e autore delle bellissime fotografie che corredano il libro) è, come dicevamo all’inizio, forse troppo poco per illustrare la sublime arte di un musicista così illuminato ma è sicuramente imperdibile per chi volesse avvicinarsi a un mondo tanto deliziosamente inquieto quanto maestosamente poetico.

 

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